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		<title><![CDATA[BLOG]]></title>
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		<description><![CDATA[La vera Osteopatia Americana, insegnata da docenti formati dalla Jones Institute.]]></description>
		<language>IT</language>
		<lastBuildDate>Mon, 01 Apr 2024 09:40:00 +0200</lastBuildDate>
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			<title><![CDATA[Decifrando le Sensazioni della Palpazione Osteopatica]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Erik E. Gandino]]></author>
			<category domain="https://www.jiscs.it/corsi/blog/index.php?category=Generico"><![CDATA[Generico]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000033"><div><strong>Decifrando le Sensazioni della Palpazione Osteopatica:</strong><br></div><div class="imTAJustify"><span class="imTALeft fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="imTALeft fs11lh1-5">Nel mondo dell'osteopatia, uno strumento essenziale nel nostro arsenale terapeutico è la palpazione, una pratica che va ben oltre il semplice contatto fisico. Questo atto, apparentemente semplice, è intriso di significato profondo e rappresenta il cuore stesso della nostra pratica. È un'arte delicata e profonda che ci permette di entrare in sintonia con il corpo del paziente in modi sorprendenti. Oggi, desidero condurvi in un viaggio nel mondo della palpazione osteopatica, esplorando alcune sfaccettature di questo prezioso aspetto, cosa si percepisce durante questo contatto e l'immensa utilità che può avere nella nostra pratica clinica.</span><div><span class="imTALeft fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="imTALeft fs11lh1-5">Quando palpate un paziente, non stiamo solo mettendo le mani sulla sua pelle. Stiamo esplorando un universo di sensazioni e percezioni che ci forniscono preziose informazioni sullo stato di salute del corpo. Attraverso il contatto delle nostre mani con il corpo del paziente, entriamo in contatto con il suo essere più profondo, percependo non solo la superficie anatomica, ma anche le sottili variazioni nella tensione dei tessuti, la temperatura, l'elasticità tissutale, l'umidità e la secchezza. Ognuna di queste sensazioni può guidarci verso pensieri di trattamento diversi, consentendoci di adattare la nostra strategia terapeutica in base alle esigenze specifiche del paziente. Spingendoci oltre, potremmo anche dire di percepire le energie sottili che fluiscano attraverso il corpo del paziente.</span></div><div><span class="imTALeft fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="imTALeft fs11lh1-5">Quando palpammo, ascoltiamo con le nostre mani. Ogni tessuto, ogni struttura racconta una storia, e noi siamo gli ascoltatori attenti. Possiamo percepire tensioni e rigidità tissutali, blocchi articolari, aree di congestione o infiammazione.</span></div><div><span class="imTALeft fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="imTALeft fs11lh1-5">La palpazione ci permette di orientarci meglio verso le cause sottostanti e di sviluppare un piano di trattamento mirato e personalizzato. Attraverso le nostre tecniche poi, possiamo ristabilire l'equilibrio nel corpo del paziente, sciogliendo le tensioni, ripristinando la mobilità articolare e favorendo il flusso anterogrado e retrogrado del sistema vascolare.</span></div><div><span class="imTALeft fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="imTALeft fs11lh1-5">Inoltre, la palpazione osteopatica è un'opportunità per stabilire una connessione profonda ed empatica con il paziente. Il contatto fisico è un linguaggio universale che va al di là delle parole, permettendoci di comunicare compassione, sostegno e fiducia. Quando un paziente si sente veramente ascoltato e compreso, il processo di guarigione è ancora più potente.</span></div><div><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.jiscs.it/corsi/images/AdobeStock_297404141-1024x683.jpg"  width="837" height="558" /><br></div></div><div><br></div><div class="imTAJustify"><div><div>Voglio farvi immergere ora in alcune sottili sfumature delle sensazioni tattili che incontriamo durante la nostra pratica clinica. Quando le nostre mani esplorano il corpo del paziente, percepiamo ad esempio variazioni di temperatura, elasticità tissutale, umidità, secchezza e tensione. Ma cosa pensa il clinico di fronte a queste diverse percezioni? Come interpretiamo queste sensazioni e come guidano la nostra pratica terapeutica?</div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div><b>Temperatura</b>: Se notiamo un'area più calda del normale durante la palpazione, potremmo essere di fronte a un'infiammazione o a un aumento del flusso sanguigno in quella zona. Questo può suggerirci la presenza di una reazione infiammatoria o di una congestione locale. Al contrario, un'area più fredda del normale potrebbe indicare una ridotta circolazione sanguigna o una diminuzione dell'attività metabolica in quella regione.</div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div><b>Elasticità Tissutale</b>: La percezione di una maggiore o minore elasticità nei tessuti ci fornisce preziose informazioni sulla loro integrità strutturale e funzionale. Un tessuto eccessivamente elastico potrebbe indicare una lesione articolare o una lassità strutturale di zona o diffusa. Mentre un tessuto meno elastico potrebbe essere associato a fibrosi o aderenze cicatriziali o a un blocco articolare.</div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div><b>Umidità e Secchezza</b>: La presenza di umidità o secchezza nei tessuti può rivelare molto sulla loro salute e vitalità. Un tessuto più umido del normale potrebbe indicare un'eccessiva congestione o un accumulo di liquidi, mentre un tessuto più secco potrebbe essere associato a una ridotta idratazione o a una disfunzione profonda ormai cronicizzata.</div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div><b>Tensione</b>: La percezione di tensione nei tessuti può indicare un aumento dell'attività muscolare o la presenza di spasmi muscolari. Una tensione eccessiva può essere sintomatica di stress o disfunzione muscolare, mentre una tensione ridotta può suggerire una mancanza di tono muscolare o una ridotta funzionalità articolare.</div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div><b>Interpretazione Clinica</b>: Come clinici, integriamo queste informazioni sensoriali nel contesto più ampio della valutazione del paziente. <span class="fs11lh1-5">Queste variazioni ci aiutano a individuare aree di disfunzione o squilibrio nel corpo del paziente e a sviluppare un piano di trattamento mirato per affrontare tali problemi. Ad esempio, se percepiamo un'area più calda del normale associata a un aumento dell'elasticità tissutale e alla presenza di tensione, potremmo ipotizzare una reazione infiammatoria con coinvolgimento muscolare e optare per tecniche di riduzione dell'infiammazione e di rilassamento muscolare.</span></div><div><br></div><div><span class="imUl">In conclusione,</span> la palpazione osteopatica è una delle nostre più potenti e preziose risorse come professionisti della salute; va oltre il semplice tocco fisico; è un'arte di lettura e interpretazione che ci consente di esplorare il corpo del paziente con sensibilità e consapevolezza. Ogni sensazione tattile ci offre un'opportunità unica di comprendere meglio la condizione del paziente e facilitare il cammino verso il benessere, l'armonia e la guarigione. Che privilegio straordinario è poter offrire ai nostri pazienti questa forma di cura così profonda e trasformativa.</div></div><div><br></div><div><br></div><div class="imTACenter"><div><span class="fs11lh1-5">Vieni a scoprire l’affascinante</span><span class="fs11lh1-5"> </span><b><i><span class="fs11lh1-5">mondo del Counterstrain</span></i></b><span class="fs11lh1-5"> </span><span class="fs11lh1-5">e tutte le sue applicabilità all'indirizzo:</span><span class="fs11lh1-5"> </span><span class="fs11lh1-5 cf1"><a href="www.jiscs.it/scuola" target="_blank" class="imCssLink">www.jiscs.it/scuola</a></span></div></div><div><div class="imTACenter"><a role="button" href="mailto:info@cto-torino.it?subject=Prenotazione%20Visita&amp;body=Nome:%0ACognome:%0AN.%20Tel:%0A%0ABuongiorno,%0AGradirei%20essere%20contatta%20per%20avere%20informazioni%20in%20merito%20alle%20visite%20del%20Dr.%20Erik%20E.%20Gandino%20e%20fissare%20un%20appuntamento." class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.jiscs.it/corsi/images/Banner-Blog-JII_38uxselh.jpg"  width="958" height="168" /></a></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 01 Apr 2024 07:40:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La Disfunzione Somatica]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Erik E. Gandino]]></author>
			<category domain="https://www.jiscs.it/corsi/blog/index.php?category=Generico"><![CDATA[Generico]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000032"><div><b>IL CONCETTO DI DISFUNZIONE SOMATICA</b></div> &nbsp;<div class="imTAJustify">La disfunzione somatica è una condizione del sistema muscolo-scheletrico riconosciuta unicamente dall'osteopatia ma estremamente calzante per definire diverse condizioni alterate del corpo umano. Tale termine è stato coniato per la prima volta negli anni ‘60 del secolo scorso da <span class="fs11lh1-5"><b>Ira Rumney,</b></span> in sostituzione della vecchia ed incompleta definizione di <span class="fs11lh1-5"><b>Andrew Taylor Still</b></span> di “Lesione Osteopatica”. Con il termine “Disfunzione Somatica” si intende <span class="imUl">“una funzione alterata o alterazione dei componenti correlati del sistema somatico</span> (struttura del corpo): strutture scheletriche, articolari, miofasciali e vascolari, linfatiche e relativi elementi neurali” (Glossario della terminologia osteopatica). </div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div class="imTAJustify">Still parlava di <span class="fs11lh1-5"><b>«Lesione Osteopatica»</b></span> che per lui era un’ostruzione alla corretta funzione del corpo, ovvero qualsiasi cosa che limitasse la normale funzione dei sistemi corporei, compresi il flusso sanguifero, linfatico o l’attività dei nervi.</div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div class="imTAJustify">Un’articolazione in disfunzione somatica ad esempio è un cambiamento nel normale funzionamento di quell'articolazione. Per struttura articolare si intende tutto ciò che la compone: la fascia, i muscoli, i legamenti e i tendini. Ognuno di questi elementi può trovarsi in uno stato tensionale alterato e questo si riflette con più cambiamenti di stato, ma primariamente è valutata dal movimento ristretto che caratterizza un’articolazione in disfunzione somatica. Vi sono altri cambiamenti di stato che si possono manifestare nel lungo periodo, ad esempio la secchezza cutanea sopra l’area coinvolta, il cambio di temperatura cutanea zonale che nel lungo risulta diminuita, fino alle patologie d'organo.</div> &nbsp;<div> </div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.jiscs.it/corsi/images/Visceral_Disease_Simulation_Figure_3.jpg"  width="674" height="697" /><br></div><div><br></div><div><br></div> &nbsp;<div class="imTAJustify">La valutazione, oltre che della postura assunta dal paziente e dal suo ristretto movimento, prevede la presa in esame di almeno <span class="fs11lh1-5"><b>tre aspetti:</b></span></div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="cf1"><span class="fs11lh1-5"><b>Fattori Neurologici:</b></span> </span>iper-responsività segmentale con relativo ipertono muscolare e sovra-reattività dei fusi neuromuscolari; alterazione della perspiratio cutanea, sia in eccesso che in difetto; alterazione del letto vascolare, sia in distensione (vasodilatazione) sia in contrazione (vasocostrizione); differenza di tensione dei tessuti molli, in contrazione con aumento della scarica nocicettiva.</div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="cf1"><span class="fs11lh1-5"><b>Manifestazioni Riflesse:</b></span> </span>dolore riferito al luogo della disfunzione in esame o proiettato (irradiato in altre aree del corpo); rigidità tissutale nel sito disfunzionale; alterazione della temperatura, in aumento o in diminuzione.</div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="cf1"><span class="fs11lh1-5"><b>Fattori Circolatori:</b></span> </span>macroscopici (come la temperatura, ma anche eritema o arrossamenti, edema nel luogo disfunzionale) e microscopici (lieve iperemia, congestione tissutale, teleangectasie, fibrosi fasciale, …).</div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div class="imTAJustify">Tra i principali aspetti correlati è bene evidenziare possibili cambiamenti: polsi arteriosi, sudorazioni profuse anche solo zonali, alterazioni del diametro pupillare, ipoacusie, alterazioni della fonazione, della deglutizione, del gusto e altri aspetti viscero-organici che denotano una perturbazione dei sistemi nervosi autonomici.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="imUl fs11lh1-5"><b>Bibliografia</b></span>:</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><div>https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/35258631/</div><div><br></div><div><div>https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/35052192/</div></div><div><br></div><div><div>https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/124754/</div></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div class="imTACenter"><div><span class="fs11lh1-5">Vieni a scoprire l’affascinante</span><span class="fs11lh1-5"> </span><b><i><span class="fs11lh1-5">mondo del Counterstrain</span></i></b><span class="fs11lh1-5"> </span><span class="fs11lh1-5">e tutte le sue applicabilità all'indirizzo:</span><span class="fs11lh1-5"> </span><span class="fs11lh1-5 cf2"><a href="www.jiscs.it/scuola" target="_blank" class="imCssLink">www.jiscs.it/scuola</a></span></div></div><div><div class="imTACenter"><a role="button" href="mailto:info@cto-torino.it?subject=Prenotazione%20Visita&amp;body=Nome:%0ACognome:%0AN.%20Tel:%0A%0ABuongiorno,%0AGradirei%20essere%20contatta%20per%20avere%20informazioni%20in%20merito%20alle%20visite%20del%20Dr.%20Erik%20E.%20Gandino%20e%20fissare%20un%20appuntamento." class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.jiscs.it/corsi/images/Banner-Blog-JII_38uxselh.jpg"  width="958" height="168" /></a></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 31 Jan 2024 08:40:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Chi è realmente l'osteopata?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Erik E. Gandino]]></author>
			<category domain="https://www.jiscs.it/corsi/blog/index.php?category=Generico"><![CDATA[Generico]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000030"><div class="imTAJustify">L'Osteopatia nasce in America alla fine del 1800 e negli anni si afferma sempre più in ambito scientifico. In America l’insegnamento della Medicina e Chirurgia avviene tramite due specifici indirizzi:<span class="imTALeft fs11lh1-5">la scuola di medicina ortodossa e quella di medicina osteopatica. Questa differenziazione è una realtà specifica dei soli States in cui dunque si hanno laureati in medicina (Medical Doctor, MD) e in medicina osteopatica (Osteopathy Doctor, DO).</span></div><div class="imTAJustify"><span class="imTALeft fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.jiscs.it/corsi/images/download--3-_m3gxaedd.jpg"  width="474" height="302" /><span class="imTALeft fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="imTALeft fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify">L’iter formativo di queste due diverse scuole ha una base comune di studi medico-chirurgico; per quanto riguarda l’osteopatia, essa integra l’insegnamento della medicina con aspetti manuali manipolativi. Al termine di questo percorso il DO è qualificato tanto quanto il MD per: prescrivere, eseguire interventi chirurgici, far partorire e intraprendere altri servizi me-dici. Inoltre il medico DO, completato il suo percorso di laurea, può acce-dere a una specialistica in qualsiasi ramo della medicina classica. <span class="fs11lh1-5">(1, 2). </span><span class="fs11lh1-5">Ciò che differenzia un medico osteopata da un medico tradizionale è la ca-pacità diagnostica attraverso l’indagine pratica manuale, la cosiddetta ca-pacità palpatoria, indagine tanto raffinata nel tempo da potersi paragonare oggi alle tecniche specialistiche, tuttavia mentre nella medicina classica la robotica e l’indagine strumentale si è molto evoluta, nell’ambito dell’osteopatia questo non è avvenuto e difficilmente si potrà sviluppare.</span></div><div class="imTAJustify"><div>A partire dal 1991 la definizione ufficiale di “medicina osteopatica” da parte della Associazione Osteopatica Americana (AOA) è stata periodica-mente rivista. Oggi la definizione più aggiornata è: <span class="fs11lh1-5"><i>“Un sistema completo di assistenza medica con una filosofia che combina i bisogni del paziente con l'attuale pratica della medicina, chirurgia e ostetricia; che sottolinea l'interrelazione tra struttura e funzione e questo grazie alla riconosciuta ca-pacità del corpo di auto guarirsi”.</i></span></div><div><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.jiscs.it/corsi/images/download--1-_orl1qncs.jpg"  width="474" height="221" /><br></div><div><br></div><div>La medicina osteopatica si avvale, come l’ortodossa, di valutazioni stru-mentali e di analisi biochimiche, oltre a un accurato esame obiettivo dell’apparato muscolo-scheletrico (MSK) e di altri apparati. Il DO si acco-muna anche ad altre figure professionali sanitarie non mediche, come per esempio il fisioterapista o il chiropratico, nella capacità manuale, ma si differenzia da queste per il complesso bagaglio di competenze mediche che gli permettono conoscenze diagnostiche, utili al fine di effettuare diagnosi primaria zonale dell’apparato MSK o differenziale che dal resto dell’organismo irradiano all’apparato MSK. <br></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.jiscs.it/corsi/images/download--2-.jpg"  width="474" height="316" /><br></div><div>L’unicità dell’osteopatia dunque risiede nel coniugare teoria e pratica clini-ca arrivando a preparare professionisti del settore in grado di valutare l’apparato MSK per ristabilire la normale funzione biomeccanica del corpo attraverso l'uso della medicina manuale manipolativa (3).<div>La medicina osteopatica riconosce l’apparato MSK come fondamentale per la piena espressione della vita umana. I visceri servono l’apparato MSK fornendo nutrimento ad esso e rimuovendo i suoi rifiuti tossico-metabolici. Pertanto, nel valutare il paziente, il medico osteopata considera il corpo come un’unità integrata che comprende più funzioni complesse e strutture interconnesse. Un altro importante principio nella medicina osteopatica è che struttura e funzione sono intimamente correlate e da questo deriva che una problematica nella struttura di qualsiasi parte del corpo può portare a funzioni anomale, sia locali sia proiettate ad altri sistemi (principio dell’unità del corpo). Attraverso la pratica terapeutica specifica della sua disciplina il DO influenza il sistema circolatorio e neurovegetativo per ri-stabilire le aree perturbate (4).</div><div><br></div></div><div><span class="fs8lh1-5"><br></span></div><div><div><!--[if !supportLists]--><span class="fs8lh1-5">(1) &nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->Eileen L DiGiovanna, Stanley Schiowitz, Dennis J Dowling. An Osteopathic Approach to Diagnosis and Treatment THIRD EDITION An Osteopathic Approach to Diagnosis and Treatment.</span></div><div><!--[if !supportLists]--><span class="fs8lh1-5">(2) &nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->Anthony G Chila, Jane E Carreiro. Foundations of Osteopathic Medicine American Osteopathic Association.</span></div><div><!--[if !supportLists]--><span class="fs8lh1-5">(3) &nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->Nicholas A, Nicholas E, 2008. Atlas of Osteopathic Techniques. Philadelphia, PA: Lippincott Williams &amp; Wilkins.</span></div><div><!--[if !supportLists]--><span class="fs8lh1-5">(4) &nbsp;&nbsp;&nbsp;<!--[endif]-->Northup GW, 1966. Osteopathic Medicine: An American Reformation. Chicago: American Osteopathic Association, Singer. </span></div></div><div><span class="fs8lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs8lh1-5"><br></span></div><div><div data-line-height="2"><span class="fs11lh1-5">Per imparare e trattare tutti questi aspetti la formazione specialistica post universitaria in</span><span class="fs11lh1-5"> </span><i><span class="fs11lh1-5">Counterstrain</span><span class="fs11lh1-5"> </span></i><span class="fs11lh1-5">è la formazione giusta per gli operatori del settore! La più completa che un operatore sanitario possa frequentare per comprendere, risolvere ed indirizzare le problematiche viscero-organiche nella loro ampia complessità.</span></div><div data-line-height="2"><br></div><div data-line-height="2"><span class="fs11lh1-5">Guarda gli innumerevoli video sul nostro sito e sulla nostra pagina youtube:</span><span class="fs11lh1-5"> </span><span class="fs11lh1-5"><a href="Youtube.com/JonesCounterstrain" target="_blank" class="imCssLink"><span class="fs11lh1-5">Y</span><span class="fs11lh1-5">outube.com/JonesCounterstrain</span></a></span><span class="fs11lh1-5"> </span><span class="fs11lh1-5">per renderti conto con i tuoi occhi dell’efficacia del metodo; oltre che le oltre 50 pubblicazioni che abbiamo nonostante consideriamo EBM uno spicchio marginale della realtà medica.</span></div><div data-line-height="2"><br></div><div data-line-height="2" class="imTACenter"><span class="fs11lh1-5">Vieni a scoprire l’affascinante</span><span class="fs11lh1-5"> </span><b><i><span class="fs11lh1-5">mondo del Counterstrain</span></i></b><span class="fs11lh1-5"> </span><span class="fs11lh1-5">e tutte le sue applicabilità all'indirizzo:</span><a href=" www.jiscs.it/scuola" target="_blank" class="imCssLink"><span class="fs11lh1-5"> </span><span class="fs11lh1-5 cf1">www.jiscs.it/scuola</span></a></div></div><div class="imTACenter"><a role="button" href="mailto:info@cto-torino.it?subject=Prenotazione%20visita&amp;body=Nome:%0ACognome:%0AN.%20Tel:%0A%0ABuongiorno,%0AGradirei%20essere%20contatta%20per%20avere%20informazioni%20in%20merito%20alle%20visite%20del%20Dr.%20Erik%20E.%20Gandino%20e%20fissare%20un%20appuntamento." class="imCssLink inline-block"><img class="image-3" src="https://www.jiscs.it/corsi/images/Banner-Blog-JII_p12700wf.jpg"  width="960" height="168" /></a><span class="fs8lh1-5"><br></span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 27 May 2021 07:48:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[I concetti fondamentali per un clinico di successo]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Erik E. Gandino]]></author>
			<category domain="https://www.jiscs.it/corsi/blog/index.php?category=Generico"><![CDATA[Generico]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002F"><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2">Spesso mi si chiede che cosa secondo me è fondamentale che un clinico sappia realmente? Quali sono quei pochi consigli che mi sento di dare?</span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><b class="imUl fs11lh2">Beh in concetti principali sono tre: </b></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><br></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify">I°) Quello di avere una ottima conoscenza in <span class="fs11lh2"><b>Neuro-Anatomo-Patologiche </b></span>dell’essere umano, quindi conoscere perfettamente l’anatomia, la neuroanatomia e le patologie. Questo perché il sistema nervoso è in prima linea in qualsiasi processo umano, sia fisiologico che patologico. Conoscere a menadito come il sistema nervoso agisce in vari contesti è fondamentale, per comprendere la risposta che può avere ad un insulto di qualsiasi tipo. così come la risposta che può avere ad un corretto stimolo terapeutico. L’anatomia è la base per un operatore manuale, poiché è su quella che andrà ad agire tangibilmente. Lo studio dell’anatomia non finisce mai di stupire ed aiutarci a migliorare sempre più le nostre conoscenze curative; ma l’anatomia è vuota se non vi sono impulsi neurologici che la governano. Ecco che il concetto neurologico rientra prepotentemente in gioco anche questa volta. </div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify">Le principali patologie organiche e non sono muscolo-scheletriche sarebbero da conoscere altrettanto bene, io spesso consiglio di leggere anche solo un paio di patologie alla settimana da un testo di medicina ortopedica o anche di medicina interna e di leggerle con particolare attenzione. Sicuramente dedicando più attenzione a quelle inerenti primariamente all’apparato muscolo-scheletrico (MSK) come: l’artrite, l’artrosi, le radicolopatie etc così da poterle ricercarle in un futuro in caso di necessità ed approfondimento. Sono moltissime se non in un certo grado tutte, le patologie organiche che possono esprimersi sull’apparato MSK e sviarci dalla corretta diagnosi, attribuendo invece la primarietà proprio all’apparato MSK stesso, non riconoscendo che esso è invece espressione proiettata di qualche patologia viscerale.</div><div data-line-height="2" class="lh2 imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.jiscs.it/corsi/images/download--3-.jpg"  width="474" height="356" /><br></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify">II°) Avere una o <span class="fs11lh2"><b>più terapie neurologiche</b></span>, nel mio caso sono primariamente 3 le terapie che utilizzo: La prima è sempre il Counterstrain, essa mi permette di pulire il sistema neurovegetativo in modo tangibile ed oggettivabile e preparare il corpo a qualsiasi altro stimolo io voglia dargli. Mi permette altresì di fare diagnosi differenziale e comprendere la dove non si neuromodulasse a pieno cosa andare a cercare e perché! Per capire a pieno questo aspetto bisogno conoscere come il Counterstrain funziona ed aver trattato dei pazienti con questa metodica. </div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify">Il secondo stimolo terapeutico neurologico che somministro molto spesso ai miei pazienti è l’agopuntura; essa è un vero e proprio stimolo a dipolo elettrico, che nei punti giusti cortocircuita la funzione neurologica verso l’obiettivo designato. </div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify">Il 3° stimolo neurologico che tendo a dare è l’auricoloterapia, soprattutto in stimolazione vagale, poiché l’orecchio è l’unico punto emergenziale del vago, quindi uno stimolo sull’orecchio può riflettersi lungo il decorso del vago stesso è neuromodularlo. </div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><br></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify">III°) E come ultimo aspetto, è l’umiltà di <span class="fs11lh2"><b>accettare che non si sa tutto</b></span>. Quindi nutrire dentro di sé la voglia di aiutare realmente il paziente, indagando o inviandolo a chi pensiamo possa inquadrare meglio di noi il suo problema. E’ l’accettazione dei nostri limiti che ci spinge ad andare oltre ad essi, per trovarne altri più lontani, ma scorgibili al nostro sguardo, mentre quelli passati, da montagne che sembravano sono ora solo più collinette, ma per chi ci segue sono ancora valici innevati e ghiacciati. Condividere la conoscenza per coloro che studiano e sanno realmente come funziona il corpo umano è un dovere! Non bisogna temere la concorrenza, poiché spinti dal desiderio della conoscenza, volente o nolente, noi saremmo sempre al tornante successivo.</div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><br></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><div data-line-height="2" class="lh2"><span class="fs11lh2">Per imparare e trattare tutti questi aspetti la formazione specialistica post universitaria in</span><span class="fs11lh2"> </span><i><span class="fs11lh2">Counterstrain</span><span class="fs11lh2"> </span></i><span class="fs11lh2">è la formazione giusta per gli operatori del settore! La più completa che un operatore sanitario possa frequentare per comprendere, risolvere ed indirizzare le problematiche viscero-organiche nella loro ampia complessità.</span></div><div data-line-height="2" class="lh2"><br></div><div data-line-height="2" class="lh2"><span class="fs11lh2">Guarda gli innumerevoli video sul nostro sito e sulla nostra pagina youtube:</span><span class="fs11lh2"> </span><a href="Youtube.com/JonesCounterstrain" target="_blank" class="imCssLink"><span class="fs11lh2">Y</span><span class="fs11lh2">outube.com/JonesCounterstrain</span></a><span class="fs11lh2"> </span><span class="fs11lh2">per renderti conto con i tuoi occhi dell’efficacia del metodo; oltre che le oltre 50 pubblicazioni che abbiamo nonostante consideriamo EBM uno spicchio marginale della realtà medica.</span></div><div data-line-height="2" class="lh2"><br></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTACenter"><span class="fs11lh2">Vieni a scoprire l’affascinante</span><span class="fs11lh2"> </span><b><i><span class="fs11lh2">mondo del Counterstrain</span></i></b><span class="fs11lh2"> </span><span class="fs11lh2">e tutte le sue applicabilità all'indirizzo:</span><span class="fs11lh2"> </span><span class="fs11lh2 cf1"><a href="www.jiscs.it/scuola" target="_blank" class="imCssLink">www.jiscs.it/scuola</a></span></div><div class="imTACenter"><a role="button" href="mailto:info@cto-torino.it?subject=Prenotazione%20visita&amp;body=Nome:%0ACognome:%0AN.%20Tel:%0A%0ABuongiorno,%0AGradirei%20essere%20contatta%20per%20avere%20informazioni%20in%20merito%20alle%20visite%20del%20Dr.%20Erik%20E.%20Gandino%20e%20fissare%20un%20appuntamento." class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.jiscs.it/corsi/images/Banner-Blog-JII_p12700wf.jpg"  width="960" height="168" /></a><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 01 May 2021 20:10:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La valutazione di un paziente]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Erik E. Gandino]]></author>
			<category domain="https://www.jiscs.it/corsi/blog/index.php?category=Generico"><![CDATA[Generico]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002E"><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2">Perché serve una lunga valutazione del paziente per comprendere l’origine del suo problema? Perché il sistema umano e complesso ed integrato, pieno di vie riflesse e riferite, quindi almeno il 50% delle volte se andiamo a trattare l’area interessata dal dolore stiamo sbagliando clamorosamente. Dobbiamo sempre dividere la valutazione del paziente in 5 settori specifici che sono:</span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2"><br></span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2"><u>Per pima cosa</u> eseguire è una valutazione generale nel momento che il paziente varca la porta del nostro ambulatorio, con un colpo d’occhio dobbiamo cercare infatti di comprendere la gravità della situazione in base all’età ed alla capacità residua di movimento. Bisogna anche cercare di capire la situazione metabolica ed idratativa del paziente, che sono cardini fondamentali per la buona riuscita di qualsiasi approccio terapeutico. Dalle prime parole dovrebbe anche essere sufficientemente chiaro se il paziente è orientato nel tempo e nello spazio. Quindi quanto saranno attendibili le sue informazioni e quanto sarà compilante con la terapia che gli verrà eventualmente impostata.</span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2"><br></span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2">Dopo questa iniziale ma fondamentale valutazione d’insieme di più macro-categorie; si passa alla <u>seconda parte,</u> ossia la valutazione anamnestica vera e propria: Quindi bisogna domandare al paziente qual è il motivo che lo ha condotto da noi? Qual è eventualmente l’area/e più algica/e? Bisogna avere ben presente che la/le aree algiche non sempre sono le aree reali di nascita del problema; infatti spesso sono zone proiettate del dolore. Bisogna così avviare delle domande ben mirate e specifiche per ogni area; che ci permetta di raccogliere dati a noi realmente utili, per comprendere se quella zona è un’area di dolore: primario, irradiato o proiettato. Quali sono le caratteristiche di questo dolore (poiché ogni dolore ha caratteristiche diverse e ci conduce a strutture anatomiche diverse). Cosa lo migliora e cosa lo aggrava, da quanto tempo permane, etc… Diciamo che ci sono circa 7-10 domande ben specifiche che ogni clinico dovrebbe chiedere, poi ogni area ha delle sue peculiarità e quindi può avere delle domande specifiche. Così come alcune domande possono essere ulteriormente ultra specifiche, in base alle nozioni conosciute da ogni operatore e le sue competenze specialistiche. Per ogni area problematica o sintomatica andrebbe fatta la valutazione anamnestica.</span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2">Sempre in fase anamnestica è bene raccogliere informazioni cliniche inerente eventuali patologie che possono riguardare il nostro paziente, sia note presenti e pregressem sia magari scoperte in sede in base alla raccolta dati ed esaminazione del paziente. Vanno raccolte anche informazioni quali: incidenti, fratture ed operazioni chirurgiche. È buona norma osservare le immagini radiogrammatiche portate in visita e raccogliere l’elenco dei farmaci che il paziente assume quotidianamente.</span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.jiscs.it/corsi/images/download--1-_mkk66if6.jpg"  width="775" height="345" /><span class="fs11lh2"><br></span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2"><u>Il terzo step</u> è l’Esame Obiettivo vero e proprio, si comincia quasi sempre con una valutazione posturale globale per poi passare all’esaminazione delle singole aree ed apparati. Questa parte è molto varie e prevede quasi sempre la valutazione attiva/passiva e contro resistenza dell’apparato muscoloscheletrico. Test dei vari riflessi oltre alla imprescindibile: palpazione, percussione etc; al fine di aver svolto una corretta valutazione semeiotica.</span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2"><br></span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2"><u>La quarta fase</u> consiste nell’atto terapeutico vero e proprio, quindi avendo raccolto sufficienti informazioni cliniche si esegue la terapia più idonea in base alla diagnosi effettuata. Terapia che va svolta con tempi e modalità specifiche per il soggetto e per la patologia in atto.</span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2"><br></span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2"><u>La quinta fase</u> prevede la rivalutazione del paziente quasi sempre subito dopo l’applicazione e nei follow up successivi.</span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2">Ora questi 5 fondamentali passaggi che al loro interno hanno tantissimi tasselli e sfumature che qui non potevamo approfondire, sono la base di qualsiasi atto clinico in qualsivoglia disciplina sanitaria. Si comprende altresì che non si possono compattare queste fasi in pochi minuti o saltarla del tutto, poiché non si avrebbe un quadro chiaro della situazione del nostro assistito. Quindi una buona visita iniziale richiede un certo tempo da dedicare al paziente per inquadrare correttamente non solo la problematica ma anche il soggetto che soffre di quella problematica. Poiché anche se una patologia è uguale l’individuo che ne è affetto e diverso e potrà rispondere in modo diverso a quella patologia ed alla cura. Ricordiamoci che il compito del clinico non è curare la patologia ma curare il paziente nella sua interezza e nel suo rapporto psico-fisico con quella malattia.</span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2"><br></span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2">Per imparare e trattare tutti questi aspetti la formazione specialistica post universitaria in <i>Counterstrain </i>è la formazione giusta per gli operatori del settore! La più completa che un operatore sanitario possa frequentare per comprendere, risolvere ed indirizzare le problematiche viscero-organiche nella loro ampia complessità.</span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2"><br></span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2">Guarda gli innumerevoli video sul nostro sito e sulla nostra pagina youtube: <a href="https://www.youtube.com/user/JonesCounterstrain/videos" target="_blank" class="imCssLink">Y</a></span><span class="imTALeft fs11lh2"><a href="https://www.youtube.com/user/JonesCounterstrain/videos" target="_blank" class="imCssLink">outube.com/JonesCounterstrain</a> </span><span class="fs11lh2">per renderti conto con i tuoi occhi dell’efficacia del metodo; oltre che le oltre 50 pubblicazioni che abbiamo nonostante consideriamo EBM uno spicchio marginale della realtà medica.</span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2"><br></span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><div class="imTACenter"><span class="fs11lh2">Vieni a scoprire l’affascinante</span><span class="fs11lh2"> </span><b><i><span class="fs11lh2">mondo del Counterstrain</span></i></b><span class="fs11lh2"> </span><span class="fs11lh2">e tutte le sue applicabilità all'indirizzo:</span><span class="fs11lh2"> </span><span class="fs11lh2 cf1"><a href="https://www.jiscs.it/scuola/" target="_blank" class="imCssLink">www.jiscs.it/scuola</a></span></div><div class="imTACenter"><a role="button" href="mailto:info@cto-torino.it?subject=Prenotazione%20visita&amp;body=Nome:%0ACognome:%0AN.%20Tel:%0A%0ABuongiorno,%0AGradirei%20essere%20contatta%20per%20avere%20informazioni%20in%20merito%20alle%20visite%20del%20Dr.%20Erik%20E.%20Gandino%20e%20fissare%20un%20appuntamento." class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.jiscs.it/corsi/images/Banner-Blog-JII_cr8j3nsl.jpg"  width="960" height="168" /></a><span class="fs11lh2 cf1"><br></span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 23 Mar 2021 09:41:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Qual è la differenza tra manipolazioni (thrust) e Counterstrain? ]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Erik E. Gandino]]></author>
			<category domain="https://www.jiscs.it/corsi/blog/index.php?category=Generico"><![CDATA[Generico]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002C"><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify">Entrami gli impulsi hanno un ruolo neurologico, ed agiscono su diversi recettori, tra cui il fuso neuromuscolare gli organelli del Golgi (OTC) recettori legamentosi, etc… ma il <span class="fs11lh2"><i>thrust </i></span>è poche volte risolutivo su lungo periodo, se non per un problema acuto, poiché la sua capacità neuromodulante <span class="fs11lh2">non è sufficiente affinché il corpo metta in atto i sistemi riparativi ed il nuovo equilibrio. Mentre il Counterstrain (CS) crea l’ambiente idoneo affinché il corpo faccia ciò per cui è programmato, ossia autoripararsi ed autocorreggersi.</span></div> &nbsp;<div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify">Indipendentemente dalla letteratura moderna che considera che le manipolazioni agiscono solo per poche ore o pochi giorni, ad alcune che dicono che è solo una risposta emotiva al suono ed all’evento mini traumatico. Personalmente crediamo che i <span class="fs11lh2"><i>trust </i></span>abbiano in realtà molta più efficacia di quello che si scrive ma meno di quello che si pensa. Senza entrare troppo in micro dettagli (per i quali faremo un capitolo a parte), tra impulsi ripetuti, ad amplitudine ampia o bassa, diciamo che il <span class="fs11lh2"><i>thrust </i></span>manipolativo L’efficacia di questo approccio è principalmente imputabile a due possibili effetti. <u>Il primo</u> nei confronti del Sistema Nervoso Centrale (SNC), che notando un enorme segnale di scarica provenire dal Fuso tende a diminuire l’impulso sui motoneuroni Gamma e quindi si ottiene una diminuzione della scarica fusale e quindi una minor tensione. <u>Il secondo </u>è dato dal fatto che la forza d’allungamento, soprattutto se esercitata non in asse viene trasmessa agli OTG ed ai recettori articolari di tipo III; questo comporta un’intensa scarica inibitoria nei confronti del muscolo stesso. Il limite di questo approccio è che l’inibizione è di scarsa entità, fornendo solo un momentaneo miglioramento, o parziale o nessun miglioramento. Invece la metodica è di grande efficacia se l’errore si trova a livello capsulare, dove alloggiano i recettori legamentosi di Tipo III (simili OTG), o tendineo, dove alloggiano gli OTG; con conseguente restrizione del range articolare.</div><div data-line-height="2" class="lh2 imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.jiscs.it/corsi/images/download.jpg"  width="474" height="283" /><br></div> &nbsp;<div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify">Il <span class="fs11lh2"><i>Counterstrain </i></span>(CS) invece permette grazie allo stato di spegnimento protratto dei diversi recettori, un reale e tangibile reset neuro-recettoriale compiendo quello che si chiama neuro modulazione periferico-centrale. Il CS infatti portando a silenziare la scarica afferente del fuso e di altri recettori (ma per semplicità qui parliamo solo del fuso) non permette al cornetto posteriore di percepire impulsi e quindi esso non attiva né i motoneuroni alfa del cornetto anteriore né i centri sovrassiali tramite le vie spino-cerebellari (ed altre). Ne consegue un iniziale aumento di scarica sui motoneuroni gamma da parte delle vie extrapiramidali per ricercare i fusi silenti, ma essi si trasforma comunque in un nulla di fatto poiché la scarica efferente non fa presa sui fusi silenziati in modo specifico tramite la metodica <span class="fs11lh2"><i>Strain Counterstrain</i></span>, questo porta quindi nell’arco di pochi secondi (una 90 circa) ad una diminuzione dell’alterazione neuro-recettoriale fino alla completa neuro-modulazione con conseguente nuovo e fisiologico stato tensionale della nostra fibra muscolare e non solo.</div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><div><span class="fs11lh2">Ecco la grande differenza tra le due metodiche la più importante specificità funzionale del </span><span class="fs11lh2"><i>Counterstrain </i></span><span class="fs11lh2">rispetto ai </span><span class="fs11lh2"><i>Thrust</i></span></div></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTACenter"><div><img class="image-2" src="https://www.jiscs.it/corsi/images/download.png"  width="0" height="0" /></div><div><br></div><div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2">Per imparare a trattare tutti questi aspetti la formazione specialistica post universitaria in</span><span class="fs11lh2"> </span><i><span class="fs11lh2">Counterstrain</span><span class="fs11lh2"> </span></i><span class="fs11lh2">è la formazione giusta per gli operatori del settore! La più completa che un operatore sanitario possa frequentare per comprendere, risolvere ed indirizzare le problematiche viscero-organiche nella loro ampia complessità.</span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><br></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2">Guarda gli innumerevoli video sul nostro sito e sulla nostra pagina youtube:</span><span class="fs11lh2"> </span><span class="fs11lh2 cf1"><a href="www.youtube.com/user/JonesCounterstrain" class="imCssLink">www.youtube.com/user/JonesCounterstrain</a></span><span class="fs11lh2 cf1"> </span><span class="fs11lh2">per renderti conto con i tuoi occhi dell’efficacia del metodo; oltre che le oltre 50 pubblicazioni che abbiamo nonostante consideriamo EBM uno spicchio marginale della realtà medica.</span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><br></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTACenter"><span class="fs11lh2">Vieni a scoprire l’affascinante</span><span class="fs11lh2"> </span><b><i><span class="fs11lh2">mondo del Counterstrain</span></i></b><span class="fs11lh2"> </span><span class="fs11lh2">e tutte le sue applicabilità all'indirizzo:</span><span class="fs11lh2"> </span><span class="fs11lh2 cf1"><a href="www.jiscs.it/scuola" class="imCssLink">www.jiscs.it/scuola</a></span></div></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><div class="imTACenter"><a role="button" href="mailto:info@cto-torino.it?subject=Prenotazione%20visita&amp;body=Nome:%0ACognome:%0AN.%20Tel:%0A%0ABuongiorno,%0AGradirei%20essere%20contatta%20per%20avere%20informazioni%20in%20merito%20alle%20visite%20del%20Dr.%20Erik%20E.%20Gandino%20e%20fissare%20un%20appuntamento." class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.jiscs.it/corsi/images/Banner-Blog-JII_026otghq.jpg"  width="969" height="170" /></a></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 25 Feb 2021 09:26:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Terapia Sintomatica o Curativa?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Erik E. Gandino]]></author>
			<category domain="https://www.jiscs.it/corsi/blog/index.php?category=Generico"><![CDATA[Generico]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002A"><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify">Molti credono che la nostra medicina scientifica occidentale sia una metodica curativa, mentre per lo più essa è una disciplina volta a sopprimere il sintomo. Basti pensare al diabete tipo II o all’ipertensione, la vera terapia salvo casi eccezionali non è la metformina o una ace-inibitore; ma bensì la corretta alimentazione a la giusta attività fisica. Ma molti pazienti non vogliono rinunciare a ciò che gli ha fatto ammalare e quindi preferiscono curare i sintomi; ma non affrontando realmente la malattia di base, essa presto o tardi sfocia in altre problematiche, quindi si sta solo cercando di guadagnare tempo ingannando sé stessi. </div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><br></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify">Lo stesso fenomeno può capitare anche in terapia manuale ed in fisioterapia; molto spesso i nostri pazienti non risolvono, ma migliorano per un po’ e poi devono tornare a farsi trattare. Potrei citare moltissime metodiche ma per avere una visione pratica pensiamo a tutti quegli esercizi di postura che forzano il corpo a mantenere un corretto allineamento, se non svolti continuamente il soggetto ritorna allo schema primario, quindi stiamo solo facendo un lavoro sintomatico, che per carità evita un peggioramento ma non risolve la motivazione del perché quella postura si altera. Alcune volte la causa non è correggibile, ma spesso lo potrebbe essere se si conosce bene il corpo e si comprendessero i veri meccanismi che stanno alla base del problema. </div><div data-line-height="2" class="lh2 imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.jiscs.it/corsi/images/farmaci-1920x667.jpg"  width="960" height="307" /><br></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify">Quali sono questi meccanismi allora? <span class="fs11lh2">Sono gli errori recettoriali! </span><span class="fs11lh2">Chi è in grado di riconoscere questi errori e correggerli padroneggia la diagnosi e la cura di moltissime problematiche fisiche e non solo che colpiscono tutti noi più o meno intensamente nell’arco della nostra vita. Tutti i trattamenti sarebbero più rapidi e duraturi. Come si può fare pare apprendere di più sugli errori recettoriali? Beh è molto semplice, bisogna imparare a guardare dove altri non guardano e trattare dove altri non trattano. Il Counterstrain fa esattamente questo, aggiunge alle conoscenze di base dell’operatore nuove informazioni, uniche e fondamentali per andare oltre la valutazione classica che tutti bene o male sanno svolgere. Questa valutazione classica di base è utile in alcuni casi e buona per alleviare i sintomi ma quasi mai è risolutiva. </span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2">È ora per le professioni sanitarie di fare di più che il mero trattamento sintomatico, che ripeto è fondamentale in alcuni casi ed utile in tutti; ma rimane sempre un lavoro superficiale. È ora di imparare a riconoscere e trattare in modo tangibile gli errori recettoriali ed uscire dal paradigma classico delle tensioni muscolari senza un razionale fisiopatologico. Se sei un operatore sanitario, entra nel mondo del Counterstrain ed impara i segreti profondi del corpo umano.</span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2"><br></span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2"><br></span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><div data-line-height="2" class="lh2"><br><span class="fs11lh2">Per imparare a trattare tutti questi aspetti la formazione specialistica post universitaria in</span><span class="fs11lh2"> </span><i><span class="fs11lh2">Counterstrain</span><span class="fs11lh2"> </span></i><span class="fs11lh2">è la formazione giusta per gli operatori del settore! La più completa che un operatore sanitario possa frequentare per comprendere, risolvere ed indirizzare le problematiche viscero-organiche nella loro ampia complessità.</span></div><div data-line-height="2" class="lh2"><br></div><div data-line-height="2" class="lh2"><span class="fs11lh2">Guarda gli innumerevoli video sul nostro sito e sulla nostra pagina youtube:</span><span class="fs11lh2"> </span><span class="fs11lh2 cf1"><a href="www.youtube.com/user/JonesCounterstrain" target="_blank" class="imCssLink">www.youtube.com/user/JonesCounterstrain</a></span><span class="fs11lh2 cf1"> </span><span class="fs11lh2">per renderti conto con i tuoi occhi dell’efficacia del metodo; oltre che le oltre 50 pubblicazioni che abbiamo nonostante consideriamo EBM uno spicchio marginale della realtà medica.</span></div><div data-line-height="2"><br></div><div data-line-height="2"><span class="fs11lh2">Vieni a scoprire l’affascinante</span><span class="fs11lh2"> </span><b><i><span class="fs11lh2">mondo del Counterstrain</span></i></b><span class="fs11lh2"> </span><span class="fs11lh2">e tutte le sue applicabilità all'indirizzo:</span><span class="fs11lh2"> </span><span class="fs11lh2 cf1"><a href="www.jiscs.it/scuola" target="_blank" class="imCssLink">www.jiscs.it/scuola</a></span></div><div data-line-height="2"><br></div></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTACenter"><a role="button" href="mailto:info@cto-torino.it?subject=Prenotazione%20visita&amp;body=Nome:%0ACognome:%0AN.%20Tel:%0A%0ABuongiorno,%0AGradirei%20essere%20contatta%20per%20avere%20informazioni%20in%20merito%20alle%20visite%20del%20Dr.%20Erik%20E.%20Gandino%20e%20fissare%20un%20appuntamento." class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.jiscs.it/corsi/images/Banner-Blog-JII.jpg"  width="960" height="168" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 26 Jan 2021 08:49:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Perché a volte sentiamo dolore in un muscolo, anche se l'origine è un organo? ]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Erik E. Gandino]]></author>
			<category domain="https://www.jiscs.it/corsi/blog/index.php?category=Generico"><![CDATA[Generico]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000028"><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2">Fortunatamente i recettori del dolore sono scarsi nei nostri organi, altrimenti sentiremmo tutti i movimenti dei nostri organi e potremmo provare dolori o disagio durante le funzioni fisiologiche del nostro organismo come: digerire, andare di corpo o altro. Quando uno stimolo lesivo o patogeno è abbastanza esteso o profondo nelle parati viscero-organiche attiva le vie del dolore, che sono associare alle vie sensitive di zone, sviluppando quello che si chiamo dolore riferito; affinché il soggetto si renda conto sul corpo fisico che qualcosa sta avvenendo nel profondo dei suoi organi. Basti pensare al dolore dell’infarto riferito al braccio o quello pancreatico alla schiena o quello renale e così via. Non sono sempre e per forza localizzati o confinati in zona organica, ma si esprimono a distanza in riferimento a dove i nervi muscolo-scheletrici ribaltano la loro sensibilità una volta che vengono in contatto con i nervi sensitivi viscero-organici; ad esempio il fegato sulla spalla destra, la milza su quella sinistra etc. Non dimentichiamo però che dolori alla colonna possono essi stessi proiettare un dolore sull'organo che è innervato da quel segmento spinale, confondendo spesso il clinico nella valutazione della problematica.</span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2"><br></span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.jiscs.it/corsi/images/infarto_omini_gallery.jpg"  width="400" height="294" /><span class="fs11lh2"><br></span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2"><br></span></div> &nbsp;<div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2">Vi possono poi essere dei veri e propri <b>problemi <u>viscero-legamentosi</u></b> di organi che quindi trazionano l’organo, lo tengono teso in una determinata direzione. I legamenti sospensori degli organi ove passano i vasi ed i nervi possono essere strozzati e creare un’insufficienza vascolare da e verso l’organo. Quindi tensioni organiche a causa di legamenti ristretti possono causare un cambio di vascolarizzazione, un’insufficienza vascolare, un ristagno vascolare e anche una male informazione nervosa, perché possono comprimere queste strutture; e da esse il dolore può propagarsi in zona muscolari limitrofe o lontane.</span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.jiscs.it/corsi/images/images.jpg"  width="300" height="168" /></div> &nbsp;<div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2">Con un buon lavoro osteopatico sulla colonna vertebrale andiamo a migliorare l’innervazione di zona e già agiamo in modo tangibile sui visceri, poi con un approccio manuale sui visceri stessi riusciremo ad agire maggiormente sull’aspetto legamentoso dell’organo e quindi tentare di liberare la tensione di queste strutture, per farsi che l’organo sia mobile su più piani e possa così arrivare sangue fresco e sangue refluo possa essere drenato via. </span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2"><br></span></div> &nbsp;<div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2">Abbiamo poi, le </span><b class="fs11lh2">patologie d’organo reali</b><span class="fs11lh2"> e con l’osteopatia americana (disciplina medica) in primis il </span><span class="fs11lh2"><i>Counterstrain </i></span><span class="fs11lh2">noi andando a neuromodulare (regolarizzare la funzione neurologica) verso quello specifico organo, con effetti spesso incredibili. Questo in associazione o meno a terapie farmacologica, in base ad una corretta valutazione anamnestica e semiologica del paziente. </span></div> &nbsp;<div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2">La maggior parte degli organi ha un enorme influenza neurologica esterna, uno su tutti lo stomaco; senza la componente vagale ed ortosimpatica (innervazioni esterne) il metasimpatico gastrico (innervazione intrinseca) non funziona granché bene. In America in caso di gastralgie continue e non responsive, in cui non è indicato l’intervento chirurgico classico, si faceva in passato una vagotomia di zona, però il problema era che il paziente aveva poi dei disturbi impressionanti, perché lo stomaco a livello mioenterico appunto non funziona bene come altre aree.</span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.jiscs.it/corsi/images/abdominal.png"  width="400" height="400" /><span class="fs11lh2"><br></span></div> &nbsp;<div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2"> </span></div> &nbsp;<div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2">Quindi in alcune patologie d’organo sarà incredibile l’effetto, in altre l’effetto è inferiore; come a livello epatico, l’innervazione ortosimpatica e parasimpatica non hanno un ruolo determinante, perché è soprattutto la condizione fisiologica di flusso del sangue che causa la sua attività interna, più che uno stimolo ortosimpatico o parasimpatico.</span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2"><br></span></div> &nbsp;<div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2"> </span></div> &nbsp;<div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2">Altre metodiche quali l’agopuntura vanno ad agire sulla patologia d’organo prima che questa si sviluppi. Infine <b>cos’altro fa ammalare il nostro aspetto organico</b>? L’alimentazione! Quindi l’altra causa di problematiche organiche, oltre ai problemi viscero-legamentosi, oltre a malattie d’organo vere e proprie, sono i problemi di tipo alimentare. L’alimentazione è anche una delle terapie, perché il cibo può far male ma anche bene. L’alimentazione alterata danneggia gli organi, perché se abbiamo il colesterolo e/o la glicemia alta, ne risentirà il nostro cuore, le nostre arterie, se mangiamo spazzatura s’infiammerà l’intestino, si affaticherà il fegato si stancano i muscoli, non si nutre il cervello con sostanze idonee e così via.</span></div> &nbsp;<div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2">Quindi una corretta alimentazione e l’utilizzo di fitofarmaci per promuovere la funzione di alcuni organi può essere determinante in prevenzione e cura di alcune patologie.</span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2"><br></span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2"><b>Riassumendo</b></span><span class="fs11lh2">: Le problematiche viscero-organiche possono nascere da problemi della colonna, problemi di tensione legamentosa, patologia d'organo e cattiva alimentazione. Tutte queste situazioni possono anche trovarsi combinate tra loro e presentarsi come un dolore locale e/o riferito. Le metodiche di trattamento sono molteplici e possono essere combinate tra loro, ma sicuramente la più importante non per forza di stimolo ma per corretta funzionalità è la neuromodulazione dell'organo, ottinibile con alcune tecniche osteopatiche quali sopra tutte il </span><span class="fs11lh2"><i>Counterstrain</i></span><span class="fs11lh2">.</span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2"><br></span></div> &nbsp;<div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2"> </span></div> &nbsp;<div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2">Per imparare a trattare tutti questi aspetti la formazione specialistica post universitaria in </span><span class="fs11lh2"><i>Counterstrain </i></span><span class="fs11lh2">è la formazione giusta per gli operatori del settore! La più completa che un operatore sanitario possa frequentare per comprendere, risolvere ed indirizzare le problematiche viscero-organiche nella loro ampia complessità.</span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2"><br></span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><div data-line-height="2"><span class="fs11lh2">Guarda gli innumerevoli video sul nostro sito e sulla nostra pagina youtube:</span><span class="fs11lh2"> </span><span class="fs11lh2 cf1"><a href="www.youtube.com/user/JonesCounterstrain" target="_blank" class="imCssLink">www.youtube.com/user/JonesCounterstrain</a></span><span class="fs11lh2 cf1"> </span><span class="fs11lh2">per renderti conto con i tuoi occhi dell’efficacia del metodo; oltre che le oltre 50 pubblicazioni che abbiamo nonostante consideriamo EBM uno spicchio marginale della realtà medica.</span></div><div data-line-height="2"><br></div><div data-line-height="2"><span class="fs11lh2">Vieni a scoprire l’affascinante</span><span class="fs11lh2"> </span><b><i><span class="fs11lh2">mondo del Counterstrain</span></i></b><span class="fs11lh2"> </span><span class="fs11lh2">e tutte le sue applicabilità all'indirizzo:</span><span class="fs11lh2"> </span><span class="fs11lh2 cf1"><a href="www.jiscs.it/scuola" target="_blank" class="imCssLink">www.jiscs.it/scuola</a></span></div></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2"><br></span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><div class="imTACenter"><a role="button" href="mailto:info@cto-torino.it?subject=Prenotazione%20visita&amp;body=Nome:%0ACognome:%0AN.%20Tel:%0A%0ABuongiorno,%0AGradirei%20essere%20contatta%20per%20avere%20informazioni%20in%20merito%20alle%20visite%20del%20Dr.%20Erik%20E.%20Gandino%20e%20fissare%20un%20appuntamento." class="imCssLink inline-block"><img class="image-3" src="https://www.jiscs.it/corsi/images/Banner-Blog-JII_026otghq.jpg"  width="969" height="170" /></a></div></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2"> </span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 22 Dec 2020 10:21:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Lo stretching fa bene o male ai muscoli?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Erik E. Gandino]]></author>
			<category domain="https://www.jiscs.it/corsi/blog/index.php?category=Generico"><![CDATA[Generico]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000027"><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2">Beh lo stretching statico non è molto amato dal corpo, quel dolorino che noi sentiamo durante lo stretching in realtà è un tentativo del corpo di riaccorciare quello che stiamo allungando. Poiché il corpo lo percepisce come un evento potenzialmente lesivo. Però il benessere che spesso sentiamo dopo? Esso è dato da diversi fattori a livello emetico ed endocrino. Infatti stirando le fibre muscolari si ottengono diversi riflessi sul sistema circolatorio. Lo stiramento infatti coinvolge anche i vasi e facilità così il drenaggio venoso e linfatico che poteva essere in stasi, inoltre si crea una specie di sotto vuoto anche nella parte arteriosa con richiamo di sangue arterioso e quindi nutritizio ed ossigenato in zona. Inoltre l’effetto di quel fastidio (misto dolore) di quando allunghiamo stimola le nostre fibre del dolore (principalmente le Aẟ nello stretching ritmato e le fibre C nello stretching statico) questo riflesso algico ha lo scopo di portare ad una iperemia come per una infiammazione locale ma senza causare danno con possibile arrossamento di zona ed aumento nutritizio al muscolo. Inoltre il rilascio di endorfine stimolate dalle fibre C del dolore; provoca un segnale di benessere, che noi spesso ricerchiamo come appunto una droga, come la cioccolata o altri stimoli più pesanti.</span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.jiscs.it/corsi/images/1495192348.jpg"  width="640" height="415" /></div> &nbsp;<div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2">Quindi potremmo dire che per questi motivi sopra elencati lo stretching potenzialmente potrebbe far bene al muscolo e non solo; però c’è sono degli aspetti molto importanti soprattutto nella pratica clinica che la maggior parte degli operatori del campo ignora. Lo stretching non sarebbe da fare o sarebbe da fare con particolare attenzione e non in modo statico quando: </span></div> &nbsp;<div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><ul><li><span class="fs11lh2"> un muscolo ha subito un insulto traumatico</span></li><li> un muscolo è in spasmo protettivo verso sé stesso o per stabilizzare altre parti del corpo</li><li> un muscolo è neurologicamente starato</li></ul><!--[if !supportLists]--></div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2">Vi sono altre condizioni ma risultano più complesso, tipo mialgia patologiche che qui sarebbe troppo lungo come discorso da affrontare. </span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2"><br></span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2">Ora se mentre il primo caso di insulto traumatico è semplice da comprendere. Se un muscolo viene traumatizzato che abbia o meno un versamento (livido) nel suo interno lo stiramento potrebbe, nel caso di danno alle fibre peggiorare la lesione e portare ad uno strappo vero e proprio o allargare la lacerazione. Quindi se non per motivi particolari che qui non affrontiamo sarebbe da evitare in prima fase.</span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2"><br></span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2">Ma molto più comune è invece la seconda condizione, ossia quando un muscolo è in spasmo protettivo. In questo caso serve che il clinico abbia una buona conoscenza in ambito biomeccanico per stabilire se quello spasmo riscontrato è meccano-protettivo oppure no. Come fare a saperlo? Beh ci sono delle metodiche e dei test valutativi che ti possono fare capire se quel muscolo o gruppo di muscoli sta stabilizzando una parte del corpo; o se sta proteggendo lo stesso muscolo.</span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2"><br></span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2">Ancora più comune ed importante è l’aspetto degli errori neurologici intrafusali all’interno del muscolo stesso. Se le componenti contrattili intrinseche del muscolo o dei tendini sono per qualsivoglia motivo in spasmo, l’allungamento provocherà uno stiramento delle stesse con ulteriore tentativo di accorciamento protettivo, il tutto non può che risultare in ulteriore spasmo tensione di quel/i muscolo/i. Più noi cercheremo di allungare, più essi dopo poche ora saranno ancora più tesi e resistivi di prima aprendo la strada verso un possibile danno o dolore protratto ed ingravescente.</span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.jiscs.it/corsi/images/estira9.jpg"  width="600" height="337" /><br></div> &nbsp;<div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2">In tutti questi contesti che sono più comuni di una vera lesione muscolare, bisognerebbe prima accorciare i muscoli (in modo idoneo e specifico) per cambiare lo stato di falsa tensione recettoriale. Solo dopo, se mai, rivalutando il/i muscolo/i potrebbe andare benissimo un allungamento, anche se meglio non statico ma con leggerissime spinte e rilascio, poiché si è visto che questo effetto ritmato permette di rompere eventuali ponti di adesione connettivale, che sono dei cross-link tra la soluzione GEL e SOL della fascia. Per farla breve, si è visto che durante questi piccoli movimenti (ritmati con una certa cadenza precisa) avviene una produzione di oltre il 200% di collagenasi, una proteina in grado di idrolizzare questi cross-link. </span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2"><br></span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2">Quindi è benevolo questo tipo di stretching, ma non avviene se vi sono tensioni anomale recettoriali o compensi protettivi. Quindi non basta allungare o accorciare bisogno capire che tipo di tensioni abbiamo e perché l’abbiamo. Come si diceva sopra, vi sono tecniche e test in grado di capire questa situazione, lo Strain Counterstrain è la metodica per eccellenza in grado di comprendere gli errori intrafusali e lo stato difensivo o meno di un muscolo. Dopo aver risolto questa problematica va benissimo l’allungamento. Questo apre scenari: sull’allenamento, sul recupero funzionale, sugli infortuni, specialmente nell’atleta e molto altro ancora…</span></div> &nbsp;<div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2">Quindi possiamo asserire che lo stretching può far bene, ma solo inserito all’interno di un preciso iter di eventi e dopo un ragionamento corretto in base alla problematica o meno che ci troviamo ad affrontare. Invece la stragrande maggioranza dei clinici ignora questi aspetti ed allunga tanto per allungare, sperando di rendere quel muscolo più elastico, mentre invece innesca una cascata di eventi che potranno facilmente condurre a debolezza e danno dello stesso muscolo in tempi successivi. </span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2"><br></span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><div data-line-height="2" class="lh2"><span class="fs11lh2">Guarda gli innumerevoli video sul nostro sito e sulla nostra pagina youtube:</span><span class="fs11lh2"> </span><span class="fs11lh2 cf1"><a href="www.youtube.com/user/JonesCounterstrain" target="_blank" class="imCssLink">www.youtube.com/user/JonesCounterstrain</a></span><span class="fs11lh2 cf1"> </span><span class="fs11lh2">per renderti conto con i tuoi occhi dell’efficacia del metodo; oltre che le oltre 50 pubblicazioni che abbiamo nonostante consideriamo EBM uno spicchio marginale della realtà medica.</span></div><div data-line-height="2"><br></div><div data-line-height="2"><span class="fs11lh2">Vieni a scoprire l’affascinante</span><span class="fs11lh2"> </span><b><i><span class="fs11lh2">mondo del Counterstrain</span></i></b><span class="fs11lh2"> </span><span class="fs11lh2">e tutte le sue applicabilità all'indirizzo:</span><span class="fs11lh2"> </span><span class="fs11lh2 cf1"><a href="www.jiscs.it/scuola" target="_blank" class="imCssLink">www.jiscs.it/scuola</a></span></div><div data-line-height="2"><br></div><div data-line-height="2" class="imTACenter"><a role="button" href="mailto:info@cto-torino.it?subject=Prenotazione%20visita&amp;body=Nome:%0ACognome:%0AN.%20Tel:%0A%0ABuongiorno,%0AGradirei%20essere%20contatta%20per%20avere%20informazioni%20in%20merito%20alle%20visite%20del%20Dr.%20Erik%20E.%20Gandino%20e%20fissare%20un%20appuntamento." class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.jiscs.it/corsi/images/Banner-Blog-JII.jpg"  width="960" height="168" /></a><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 01 Dec 2020 09:31:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Come si svolge un trattamento Strain Counterstrain]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Erik E. Gandino]]></author>
			<category domain="https://www.jiscs.it/corsi/blog/index.php?category=Generico"><![CDATA[Generico]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000025"><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2">Il trattamento di un operatore formato in Strain Counterstrain è molto approfondito, ed ogni nostro operatore certificato è valutato sull’iter d’approccio al paziente, il quale si svolge in questo modo:</span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"> </div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;</span><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2">1) Prima si effettua una accurata raccolta dei dati clinici (anamnesi); questa parte è di fondamentale importanza nella prima visita. Infatti può coprire anche 2/3 del tempo della seduta. Bisogna aver ben chiaro quali sono le aree interessate da problemi che ci espone il nostro paziente; come potrebbero essere in relazione diretta o indiretta tra loro. Quali sono quelle più sintomatiche e da quali bisogna necessariamente iniziare per un corretto protocollo di lavoro. L’area affrontata per prima non sempre è quella maggiormente sofferente per il paziente; ma tutto deve seguire un preciso iter di ragionamento clinico per massimizzare il risultato e ridurre i tempi di trattamento. Le domande poste dal clinico sono specifiche e mirate per comprendere esattamente la possibile origine del problema, l’andamento nel tempo e gli eventuali compensi creati; ma soprattutto la comprensione di quale/i dei 5 Pilastri osteopatici sono disfunzionali ed in quale percentuale. Questo ci permetterà di capire come e con quali strumenti dobbiamo intervenire.</span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"> </div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;</span><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2">2) Il secondo step è un’attenta valutazione del paziente (esame obiettivo); in questo importante passaggio si valuta la postura in toto del paziente ed i movimenti delle articolazioni coinvolte nelle problematiche del nostro soggetto. Si valuta la sensibilità di zona nelle sue varie forme, i riflessi, la forza dei muscoli locali e collegati e la funzionalità del sistema nervoso periferico (test neurologici). Si può anche effettuare un esame obiettivo organico se necessario o vascolare o di altri sistemi all’occorrenza.</span></div><div class="fs11lh1-5"><div class="imTACenter"><span class="fs11lh1-5"> </span><img class="image-1" src="https://www.jiscs.it/corsi/images/dreamstime_s_113396761.jpg"  width="631" height="421" /></div></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2">3) Dopodiché si arriva all’atto terapeutico vero e proprio: ossia impostare uno stimolo adeguato al nostro paziente. I clinici del Counterstrain sanno bene che il corpo necessita sempre di uno o più stimoli neurologici e quindi il primo e più potente, è quello manuale, per neuro-modulare il sistema nervoso periferico e centrale ed eliminare così reali punti di blocco articolare o problemi muscolari o disfunzioni organiche. Per questo non vi è nulla migliore dello Strain Counterstrain, infatti questa metodica va a ripristinare la corretta funzionalità recettoriale dei vari sistemi presi in esame e permette così il ripristino delle normali funzioni dei vari apparati. Dopodiché se ancora servono altri stimoli, spesso si possono utilizzare altri stimoli neurologici, oppure esercizi o elettromedicali per favorire un fenomeno antalgico ed antinfiammatorio.</span></div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;</span><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2">Per ultimo la dove servisse si può sempre supportare il corpo con terapie: farmacologiche, ausili, strumentale, comportamentale, alimentari, psicocomportamentali etc…</span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2"><br></span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><div data-line-height="2" class="lh2"><span class="fs11lh2">Guarda gli innumerevoli video sul nostro sito e sulla nostra pagina youtube:</span><span class="fs11lh2"> </span><span class="fs11lh2 cf1"><a href="www.youtube.com/user/JonesCounterstrain" target="_blank" class="imCssLink">www.youtube.com/user/JonesCounterstrain</a></span><span class="fs11lh2 cf1"> </span><span class="fs11lh2">per renderti conto con i tuoi occhi dell’efficacia del metodo; oltre che le oltre 50 pubblicazioni che abbiamo nonostante consideriamo EBM uno spicchio marginale della realtà medica.</span></div><div data-line-height="2" class="lh2"><br></div><div data-line-height="2" class="lh2"><span class="fs11lh2">Vieni a scoprire l’affascinante</span><span class="fs11lh2"> </span><b><i><span class="fs11lh2">mondo del Counterstrain</span></i></b><span class="fs11lh2"> </span><span class="fs11lh2">e tutte le sue applicabilità all'indirizzo:</span><span class="fs11lh2"> </span><span class="fs11lh2 cf1"><a href="www.jiscs.it/scuola" target="_blank" class="imCssLink">www.jiscs.it/scuola</a></span></div><div data-line-height="2" class="lh2"><br></div><div data-line-height="2" class="lh2"><a role="button" href="mailto:info@cto-torino.it?subject=Prenotazione%20visita&amp;body=Nome:%0ACognome:%0AN.%20Tel:%0A%0ABuongiorno,%0AGradirei%20essere%20contatta%20per%20avere%20informazioni%20in%20merito%20alle%20visite%20del%20Dr.%20Erik%20E.%20Gandino%20e%20fissare%20un%20appuntamento." class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.jiscs.it/corsi/images/Banner-Blog-JII.jpg"  width="960" height="168" /></a><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 17 Nov 2020 08:35:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Che relazione dolorosa vi è tra la pancia e schiena?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Erik E. Gandino]]></author>
			<category domain="https://www.jiscs.it/corsi/blog/index.php?category=Generico"><![CDATA[Generico]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000024"><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2">E' molto comune avere una sensazione di gonfiore o stipsi più o meno marcata quando si ha una lombalgia (mal di schiena), perché questo accade? </span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2">Il motivo è molto semplice, i visceri hanno una loro propria innervazione intrinseca che permette loro di lavorare in modo autonomo. Però i visceri hanno anche una innervazione che giunge loro dai tratti della colonna vertebrale corrispondente. La funzione di questi nervi spinali è molteplice: da un lato permette un aumento o diminuzione della motilità intestinale, che favorisce così il riassorbimento delle sostanze nutritizie. Un’altra funzione è quella di aumentare il drenaggio linfatico e venoso così da assorbire sostanze nutritive ed acqua, disidratando le scorie in una corretta consistenza per essere evacuate. Dall’altra tramite terminazioni libere raccogliere possibili stimoli dolorosi dalle pareti profonde viscerali per rendere l’individuo conscio di possibili problemi locali. </span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTACenter"><span class="fs11lh2"><img class="image-0" src="https://www.jiscs.it/corsi/images/simonetta-alibrandi-osteopata-sistema-nervoso-autonomo-simpatico-983x1024.png"  width="758" height="790" /><br></span></div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;</span><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2">Ora questa via di comunicazione nervosa avviene però in entrambe le direzioni, ossia, da un lato i nervi della colonna promuovono o rallentano il movimento dei visceri e ne raccolgono le informazioni dolorifiche; ma dall’altra se la colonna vertebrale è disfunzionale (irritata), essa stessa invia impulsi errati ai visceri, i quali possono dilatarsi (sensazione di gonfiore e possibile stitichezza) o muoversi troppo (coliche o spasmi).</span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2"><br></span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTACenter"><span class="fs11lh2"><img class="image-1" src="https://www.jiscs.it/corsi/images/Cattura_2cze07po.JPG"  width="711" height="373" /><br></span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2"><br></span></div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;</span><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2">Ecco perché spesso in osteopatia si interviene manipolando i visceri (la pancia) per alleggerire i problemi alla colonna, ed altre volte si agisce sulla colonna per migliorare sintomi addomino-viscerali. </span></div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;</span><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2">Qual è il problema degli operatori però? Il vero problema è capire se: “nasce prima l’uovo o la gallina”; quindi il problema nasce nel distretto viscerale o in quello spinale? Qui la maggior parte degli operatori si arena e si creano due filosofie di pensiero, coloro che manipolano la pancia e color che manipolano la colonna. Spesso entrambi si affidano a valutazioni non scientifiche ma strampalate di possibili tensioni fasciali che nulla hanno di reale. </span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2"><br></span></div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;</span><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2">Come si può fare allora per capire la priorità disfunzione in modo reale e tangibile? Una buona conoscenza medica e di medicina manuale può indirizzarci a capire da dove origina il problema. Il Counterstrain è una di quelle metodiche che ti permette di comprendere la reale origine del problema in modo medico-scientifico e quindi intervenire prima su di un sistema o sull’altro senza perdere tempo o addirittura magari peggiorare il quadro clinico a causa della errata valutazione di partenza.</span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs12lh2"><br></span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><div data-line-height="2"><span class="fs11lh2">La scuola di specializzazione in Strian Counterstrain permette all'operatore laureato di comprendere i tasselli mancanti nella valutazione diagnostica delle problematiche dolorose.</span></div><div><br></div><div data-line-height="2"><br></div><div data-line-height="2"><span class="fs11lh2">Guarda gli innumerevoli video sul nostro sito e sulla nostra pagina youtube:</span><span class="fs11lh2"> </span><span class="fs11lh2 cf1"><a href="www.youtube.com/user/JonesCounterstrain" target="_blank" class="imCssLink">www.youtube.com/user/JonesCounterstrain</a></span><span class="fs11lh2 cf1"> </span><span class="fs11lh2">per renderti conto con i tuoi occhi dell’efficacia del metodo; oltre che le oltre 50 pubblicazioni che abbiamo nonostante consideriamo EBM uno spicchio marginale della realtà medica.</span></div><div data-line-height="2"><br></div><div data-line-height="2"><br></div><div data-line-height="2"><span class="fs11lh2">Vieni a scoprire l’affascinante</span><span class="fs11lh2"> </span><b><i><span class="fs11lh2">mondo del Counterstrain</span></i></b><span class="fs11lh2"> </span><span class="fs11lh2">e tutte le sue applicabilità all'indirizzo:</span><span class="fs11lh2"> </span><span class="fs11lh2 cf1"><a href="www.jiscs.it/scuola" target="_blank" class="imCssLink">www.jiscs.it/scuola</a></span></div><div data-line-height="2"><br></div><div data-line-height="2"><div class="imTACenter"><a role="button" href="mailto:info@cto-torino.it?subject=Prenotazione%20visita&amp;body=Nome:%0ACognome:%0AN.%20Tel:%0A%0ABuongiorno,%0AGradirei%20essere%20contatta%20per%20avere%20informazioni%20in%20merito%20alle%20visite%20del%20Dr.%20Erik%20E.%20Gandino%20e%20fissare%20un%20appuntamento." class="imCssLink inline-block"><img class="image-2" src="https://www.jiscs.it/corsi/images/Banner-Blog_5tfmo2z0.jpg"  width="966" height="169" /></a></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 03 Nov 2020 10:44:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L'età critica per i dolori muscolo-scheletrici]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Erik E. Gandino]]></author>
			<category domain="https://www.jiscs.it/corsi/blog/index.php?category=Generico"><![CDATA[Generico]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000023"><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify">Spesso i dolori muscolo-scheletrici compaiono intorno ai 50 anni. Sono dolori spesso ingravescenti comparsi gradualmente senza apparente motivo. Questa descrizione lascia il clinico in una situazione difficile poiché non ha elementi che possono condurre alla reale causa del dolore del soggetto. Il paziente infatti non ricorda un momento preciso o un evento scatenante, una miriade di possibilità possono essere all'origine del suo dolore. Sovente i dolori che compaiono in questa fascia di etò sono dovuti all'esaurimento dei compensi fisiologici. Per comprendere meglio:<span class="imTAJustify fs11lh2"> Noi tutti abbiamo possibilità di compensare eventi più o meno grandi potenzialmente traumatici per il nostro organismo; dal sangue con i sistemi tampone, ai muscoli con cambi posturali, agli organi con aumento o diminuzione d’attività; alla psiche con comportamenti negazionisti o sterotipati etc… Tutti questi compensi vengono usati dal corpo. </span><span class="fs11lh2">Vivendo una vita normale, progressivamente veniamo esposti ad eventi di ogni genere, noi siamo in grado di tamponare molti di questi insulti esterni; ma a quale prezzo? il prezzo è di utilizzare i vari compensi che il corpo possiede. Nel caso dell'apparato muscolo-scheletrico i compensi sono dati da cambi di postura adattativa; in poche parole ci "storgiamo" per difesa compensatoria. A forza di compensare però cosa succede? Che alla fine ci scompensiamo; ed è lì che insorgono i nostri dolori, che in effetti vengono descritti dal paziente come progressivamente ingravescenti insorti gradualmente e senza apparente motivo.</span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2"><br></span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.jiscs.it/corsi/images/Dolore-alle-articolazioni-500x233.jpg"  width="960" height="447" /><span class="fs11lh2"><br></span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2"><br></span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2">Perché circa 50 anni? Poiché un </span><span class="fs11lh2">tempo vivevamo solo circa 50 anni poiché poi venivamo uccisi, mangiati o morivamo di stenti magari. Quindi nonostante i nostri telomeri ci dicono che possiamo vivere anche fino ad oltre 120 anni, i nostri compensi non sono fatti per durare così a lungo. Lo stesso vale per la maggior parte delle patologie organiche. </span><br></div><div data-line-height="2" class="lh2"><br></div><div data-line-height="2" class="lh2"><span class="imTAJustify fs11lh2">Quindi dovremmo soprattutto in questa fascia d’età curarci per ricreare questi compensi, e questo si può fare attraverso molti stimoli sui vari sistemi diciamo disfunzionali. Uno in primis è sicuramente il metodo Strain Counterstrain che è una tecnica neuromodulativa atta a cambiare gli squilibri posturali e non solo.</span></div><div data-line-height="2" class="lh2"><span class="imTAJustify fs11lh2"><br></span></div><div data-line-height="2" class="lh2"><div data-line-height="2" class="imTAJustify"><br><span class="fs11lh2">La scuola di specializzazione in Strian Counterstrain permette all'operatore laureato di comprendere i tasselli mancanti nella valutazione diagnostica delle problematiche dolorose.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div data-line-height="2" class="imTAJustify"><br></div><div data-line-height="2" class="imTAJustify"><span class="fs11lh2">Guarda gli innumerevoli video sul nostro sito e sulla nostra pagina youtube:</span><span class="fs11lh2"> </span><span class="fs11lh2 cf1"><a href="www.youtube.com/user/JonesCounterstrain" target="_blank" class="imCssLink">www.youtube.com/user/JonesCounterstrain</a> </span><span class="fs11lh2">per renderti conto con i tuoi occhi dell’efficacia del metodo; oltre che le oltre 50 pubblicazioni che abbiamo nonostante consideriamo EBM uno spicchio marginale della realtà medica.</span></div><div data-line-height="2" class="imTAJustify"><br></div><div data-line-height="2" class="imTAJustify"><br></div><div data-line-height="2" class="imTAJustify"><span class="fs11lh2">Vieni a scoprire l’affascinante</span><span class="fs11lh2"> </span><b><i><span class="fs11lh2">mondo del Counterstrain</span></i></b><span class="fs11lh2"> </span><span class="fs11lh2">e tutte le sue applicabilità all'indirizzo:</span><span class="fs11lh2"> </span><span class="fs11lh2 cf1"><a href="www.jiscs.it/scuola" target="_blank" class="imCssLink">www.jiscs.it/scuola</a></span></div><div data-line-height="2" class="imTAJustify"><span class="fs11lh2 cf1"><br></span></div><div data-line-height="2" class="imTACenter"><div class="imTACenter"><a role="button" href="mailto:info@cto-torino.it?subject=Prenotazione%20Visita&amp;body=Nome:%0ACognome:%0AN.%20Tel:%0A%0ABuongiorno,%0AGradirei%20essere%20contatta%20per%20avere%20informazioni%20in%20merito%20alle%20visite%20del%20Dr.%20Gandino%20e%20fissare%20un%20appuntamento." class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.jiscs.it/corsi/images/Banner-Blog.jpg"  width="960" height="168" /></a></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 20 Oct 2020 08:13:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Come si manifesta il dolore Viscero-Organico?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Erik E. Gandino]]></author>
			<category domain="https://www.jiscs.it/corsi/blog/index.php?category=Generico"><![CDATA[Generico]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000022"><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2">Le vie sono molteplici, ma in modo molto semplice possiamo dire che qualsiasi dolore, che sia esso: organico, psichico o fisico, per essere percepito dal Sistema Nervoso deve stimolare i nostri nocicettori (organelli che percepiscono il dolore) i quali sono primariamente inseriti sull’apparato tegumentario (cute e sottocute) e muscolo-scheletrico. Se avessimo nocicettori profondi a livello organico: cardiaci o intestinali, avremmo dolore quando il cuore si contrae o quando digeriamo; ecco perché alcuni dolori profondo sono mal percepiti. Quando vi è un qualche danno organico, dei nervi aspecifici ribaltano il loro segnale su nocicettori cutanei o muscolari di zona, lungo la stessa via dermatomerica (innervativa). In questo modo possiamo mettere in allarme il sistema che qualcosa non sta funzionando bene. Da lì poi, il sistema muscolo-scheletrico può attivarsi come unica difesa fisica, per andare in “pseudo soccorso” al segnale profondo. Questo generalmente si traduce in uno spasmo contratturante tipo colico, nel tentativo di bloccare la zona così da non stirare la parte che sta inviando segnali aberranti. Ecco spiegato lo spasmo che si avverte quando soffriamo di un dolore viscero-organico. Con una manifestazione che va sotto il nome di nocifensione (dolore da difesa).</span></div><div data-line-height="2" class="imTAJustify"><br></div><div data-line-height="2" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.jiscs.it/corsi/images/lombalgia_manipolazione_viscerale_02_osce_spine_center.jpg"  width="600" height="340" /><br></div><div data-line-height="2" class="imTAJustify"><br></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2">Questa situazione protratta nel tempo può portare ad una slatentizzazione con autonomia della zona muscolare, la quale può diventare la forma primaria di dolore anche quando il dolore profondo è cessato. In questo contesto di spasmo muscolare possono insorgere le condizioni ideali per lo sviluppo di disfunzioni quali: Tender Points o Trigger Points.</span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2">Questa situazione è beffarda poiché camuffa spesso la diagnosi e svia il clinico poco esperto, infatti: il medico rincorre la via organica perdendosi la componete autonoma che si è potuta sviluppare nell’apparato muscolo-scheletrico, mentre il fisioterapista o figure simili rincorrono solo l’aspetto muscolo-scheletrico ignorando la parte organica e non sapendo come diagnosticarla. Lo psicologo cerca sempre una correlazione pisco-somatica, che volendo trova, ma spesso essa è somato-psichica e non viceversa.</span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2">Quindi avere una completezza di approccio non è cosa semplice, bisogna essere molto formati sia in medicina, sia in medicina manuale ed anche avere buone conoscenze in ambito psico-comportamentista.</span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><br></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2">La scuola di specializzazione in Strian Counterstrain permette all'operatore laureato di comprendere i tasselli mancanti nella valutazione diagnostica delle problematiche dolorose.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><br></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2">Guarda gli innumerevoli video sul nostro sito e sulla nostra pagina youtube:</span><span class="fs11lh2"> </span><span class="fs11lh2 cf1">www.youtube.com/user/JonesCounterstrain</span><span class="fs11lh2"> </span><span class="fs11lh2">per renderti conto con i tuoi occhi dell’efficacia del metodo; oltre che le oltre 50 pubblicazioni che abbiamo nonostante consideriamo EBM uno spicchio marginale della realtà medica.</span></div><div data-line-height="2" class="imTAJustify"><br></div><div data-line-height="2" class="imTAJustify"><br></div><div data-line-height="2" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Vieni a scoprire l’affascinante</span><span class="fs11lh1-5"> </span><b><i><span class="fs11lh1-5">mondo del Counterstrain</span></i></b><span class="fs11lh1-5"> </span><span class="fs11lh1-5">e tutte le sue applicabilità all'indirizzo:</span><span class="fs11lh1-5"> </span><span class="fs11lh1-5 cf1">www.jiscs.it/scuola</span></div><div data-line-height="2" class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><a role="button" href="mailto:info@cto-torino.it?subject=Prenotazione%20Visita&amp;body=Nome:%0ACognome:%0AN.%20Tel:%0A%0ABuongiorno,%0AGradirei%20essere%20contatta%20per%20avere%20informazioni%20in%20merito%20alle%20visite%20del%20Dr.%20Gandino%20e%20fissare%20un%20appuntamento." class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.jiscs.it/corsi/images/Banner-Blog_tdg7qey7.jpg"  width="972" height="170" /></a></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 06 Oct 2020 08:20:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Perché la riabilitazione fisioterapica non serve a nulla?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Erik E. Gandino]]></author>
			<category domain="https://www.jiscs.it/corsi/blog/index.php?category=Generico"><![CDATA[Generico]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001D"><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2">Spesso si sentono frasi del tipo: “Sono moltissime le situazioni in cui un paziente non riabilitato si riabilita da solo, semplicemente compiendo i gesti della vita quotidiana”. Molte volte i medici stessi dicono al paziente di muovere quella parte che sia riabiliterà da sola con il tempo. Spesso il paziente durante la riabilitazione ha forti dolori e la riabilitazione sia essa con elettromedicali, sia essa con esercizi attivi o passivi sia essa con mobilizzazioni tende solo a peggiorare il paziente. Quindi potremmo da questo realmente dedurre che la riabilitazione non serve a nulla? No di certo! Pensiamo a tutti quei pazienti che senza riabilitazione non si sarebbero mai alzati da una sedia; non avrebbero recuperato il range di movimento che hanno recuperato, sarebbero pure morti per allettamento e così via. Allora perché c'è chi dice così? E dove essa non serve a nulla?</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.jiscs.it/corsi/images/Riabilitazione-Counterstrain-2.png"  width="507" height="358" /><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2">Essa non serve a nulla ed è pure dannosa quando eseguita su di un paziente nel quale sono rimasti degli errori neurologici, i quali con difficoltà si correggeranno con la fisioterapia classica; se non per mera combinazione di movimenti non voluti dall’operatore, che porteranno al recupero dell’errore neurologico e quindi al ripristino della funzione che allora potrà essere riabilitata. Fino a quel momento, in questi casi, tutte le metodiche fisioterapiche classiche possono solo fallire e far peggiorare il paziente. Come si fa allora a capire se un problema porta con se un errore neurologico periferico e centrale e quindi necessità prima di un “reset” del sistema nervoso? </span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs12lh2"><br></span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2">Beh c’è una tecnica sopra tutte che può fare questo, ed è lo Strain Counterstrain. Grazie a dei semplici test si è in grado immediatamente di: valutare lo stato neurologico periferico; se esso risulta alterato o compromesso, altrettanto immediatamente permette di rimodularlo con una verifica immediata per capire se vi è stata una risposta centrale e periferica di correzione. Da lì in poi oltre il 50% delle cose tendono a non necessitare più di una riabilitazione massiva; anzi spesso non necessitano di nessuna riabilitazione; e tutto questo in pochi minuti. Se vuoi scoprire come, iscriviti ad uno dei nostri workshop o direttamente ad un nostro corso, ma non prima di aver verificato la veridicità delle nostre parole, guardando i video dell’applicabilità della tecnica all'indirizzo: <span class="imTALeft"><a href="https://www.youtube.com/user/JonesCounterstrain/" target="_blank" class="imCssLink">www.youtube.com/user/JonesCounterstrain/</a></span></span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs12lh2"><br></span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2">Solo in questo modo potrai essere un terapista completo e potrai dimostrare ai medici che la riabilitazione se ben coadiuvata e fondamentale e dove non serve si può agire con altri mezzi, ma non lasciare al caso la guarigione del paziente.</span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs12lh2"><br></span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><div data-line-height="2" class="lh2"><span class="fs11lh2">Guarda gli innumerevoli video sul nostro sito e sulla nostra pagina youtube: <span class="cf1"><a href="www.youtube.com/user/JonesCounterstrain/" target="_blank" class="imCssLink">www.youtube.com/user/JonesCounterstrain</a></span> per renderti conto con i tuoi occhi dell’efficacia del metodo; oltre che le oltre 50 pubblicazioni che abbiamo nonostante consideriamo EBM uno spicchio marginale della realtà medica.</span></div><div data-line-height="2" class="lh2"><span class="fs11lh2"><br></span></div><div data-line-height="2" class="lh2"><span class="fs11lh2"><br></span></div><div data-line-height="2" class="lh2"><span class="fs11lh2">Vieni a scoprire l’affascinante <b><i>mondo del Counterstrain</i></b> e tutte le sue applicabilità all'indirizzo: <span class="cf1"><a href="www.jiscs.it/scuola" target="_blank" class="imCssLink">www.jiscs.it/scuola</a></span></span></div><div data-line-height="2"><span class="fs11lh2"><span class="cf1"><br></span></span></div><div data-line-height="2"><div><a role="button" href="mailto:info@cto-torino.it?subject=Prenotazione%20Visita&amp;body=Nome:%0ACognome:%0AN.%20Tel:%0A%0ABuongiorno,%0AGradirei%20essere%20contatta%20per%20avere%20informazioni%20in%20merito%20alle%20visite%20del%20Dr.%20Gandino%20e%20fissare%20un%20appuntamento." class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.jiscs.it/corsi/images/Banner-Blog_tdg7qey7.jpg"  width="972" height="170" /></a></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 11 Feb 2020 18:51:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Scopri i grandi vantaggi per un clinico ad utilizzare la tecnica Strain Counterstrain (SCS) ]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Erik E. Gandino]]></author>
			<category domain="https://www.jiscs.it/corsi/blog/index.php?category=Generico"><![CDATA[Generico]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001B"><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><div data-line-height="2" class="lh2"><span class="fs11lh2">I vantaggi per un operatore ad utilizzare la tecnica Strain Counterstrain sono numerosi, qui vogliamo citare solo i principali e di più facile ed immediata comprensione.</span></div><div data-line-height="2" class="lh2"><br></div><div data-line-height="2" class="lh2"><span class="imUl fs11lh2">Uno dei primi</span><span class="fs11lh2"> </span><span class="fs11lh2">vantaggi da sottolineare e da non sottovalutare è la nessuna o poca fatica a fine giornata. Troppo spesso si sente dire dagli operatori: “Se continuo così diventerò io, presto un paziente!” oppure “Così non arrivo a 50 anni, mi fanno troppo male le mani, fatico troppo, ho dolori alla schiena, o male ovunque, questo lavoro mi logora” e così via. In effetti molte volte il lavoro del terapeuta manuale è davvero logorante. Beh il Counterstrain è completamente riposante per l'operatore; infatti consistendo in un posizionamento protratto nel tempo del paziente l'operatore non fa quasi nessuna fatica, una volta che comprende bene come muoversi intorno al paziente. Penso che sia uno degli aspetti fondamentali per tutti coloro che lavorano con la terapia manuale.</span></div><div data-line-height="2" class="lh2"><br></div><div data-line-height="2" class="lh2"><span class="imUl fs11lh2">Un secondo grande</span><span class="imUl fs11lh2"> </span><span class="fs11lh2">vantaggio è la diagnosi specifica che si andrà a fare. Infatti, grazie alla grande precisione valutativa del Counterstrain, si capiranno subito quali sono le disfunzioni e da quali apparati deriva la causa delle problematiche del paziente. Questo è dato dal fatto che trattando queste specifiche disfunzioni si ha immediatamente una risposta e quindi un’oggettività della nostra ipotesa diagnostica.</span></div><div data-line-height="2" class="lh2"><br></div><div data-line-height="2" class="lh2"><span class="fs11lh2">Nonostante la tecnica in America esista ormai decenni ed è popolare un po' in tutto il continente. In Italia ed in Europa è stata portata da noi circa 10 anni fa. Ancora non è così conosciuta, quindi molto spesso soprattutto nelle piccole realtà cittadine l’operatore che si forma con noi è l'unico in tutta la sua zona ad utilizzare questa metodica. Questo è fondamentale, poiché ad un paziente che è già stato trattato da altri clinici senza successo, è inutile ripetere le medesime tecniche che il paziente ha già ricevuto. Sarebbe solo un atteggiamento presuntuoso di pensare di fare meglio del clinico precedente ma utilizzando gli stessi stimoli. Invece l'utilizzo di</span><span class="fs11lh2"> </span><span class="imUl fs11lh2">un nuovo stimolo</span><span class="fs11lh2"> </span><span class="fs11lh2">può proprio essere la chiave di svolta.</span></div><div data-line-height="2"><br></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.jiscs.it/corsi/images/benefits-SCS.jpg"  width="602" height="402" /><br></div><div data-line-height="2" class="lh2"><br></div><div data-line-height="2" class="lh2"><span class="fs11lh2">Visti gli enormi risultati immediati e duraturi che si ottengono con la tecnica, l'operatore diventa sempre più confidente e sempre più esperto, non si trova più a brancolare nel buio come invece spesso capita. Infatti, quando arriva un paziente spesso l’operatore non sa bene che cosa abbia, non sa sempre bene da dove iniziare, non sa bene se è migliorato per quello che gli abbiamo fatto, oppure perché doveva migliorare. Ecco con il Counterstrain</span><span class="fs11lh2"> </span><span class="imUl fs11lh2">tutti questi dubbi vengono completamente risolti</span><span class="fs11lh2"> </span><span class="fs11lh2">e l'operatore sa sempre se i risultati dipendono da lui oppure no. E sa anche capire il perché di quando non avvengono i risultati. In poco tempo diventa il punto di riferimento di zona per i pazienti che si recano da lui, non perché è medico o fisioterapista o osteopata; ma perché diventa la persona di riferimento per risolvere quei determinati problemi.</span></div><div data-line-height="2" class="lh2"><span class="fs11lh2">Tutte questa cosa assieme non possono che dare uno slancio di entusiasmo, di vitalità agli operatori, anche per coloro che lavorano da molti annui anni. E’ comune che gli operatori dopo aver seguito anche solo un singolo dei nostri corsi, spesso ci dicono: “Finalmente mi sento realizzato, faccio quello per cui ho studiato, mi è tornato l'entusiasmo di come quando avevo 20 anni”.</span></div><div data-line-height="2" class="lh2"><br></div><div data-line-height="2" class="lh2"><span class="fs11lh2">La tecnica infatti regala</span><span class="fs11lh2"> </span><span class="imUl fs11lh2">immense soddisfazioni in termini di</span><span class="fs11lh2">: risultati, di facile applicabilità, di reale lavoro sul paziente. Invece delle cose che si vedono sempre là fuori tra gli operatori: massaggiare, tirare, scrocchiare, allungare etc… tutto questo va bene, ma solo dopo che si è pulito veramente il sistema. Ed il Counterstrain è la metodica che più riesce a pulire il sistema neurologico che sta alla base di qualsiasi altro problema del corpo. E poi come diciamo noi, un approccio gentile come quello del Counterstrain è sempre meglio di uno duro, anche nella vita.</span></div><div data-line-height="2" class="lh2"><br></div><div data-line-height="2" class="lh2"><span class="fs11lh2">Guarda gli innumerevoli video sul nostro sito e sulla nostra pagina youtube:</span><span class="fs11lh2"> </span><span class="fs11lh2 cf1"><a href="www.youtube.com/user/JonesCounterstrain" target="_blank" class="imCssLink">www.youtube.com/user/JonesCounterstrain</a></span><span class="fs11lh2"> </span><span class="fs11lh2">per renderti conto con i tuoi occhi dell’efficacia del metodo; oltre che le oltre 50 pubblicazioni che abbiamo nonostante consideriamo EBM uno spicchio marginale della realtà medica.</span></div><div data-line-height="2" class="lh2"><br></div><div data-line-height="2" class="lh2"><br></div><div data-line-height="2" class="lh2"><span class="fs11lh2">Vieni a scoprire l’affascinante</span><span class="fs11lh2"> </span><b><i><span class="fs11lh2">mondo del Counterstrain</span></i></b><span class="fs11lh2"> </span><span class="fs11lh2">e tutte le sue applicabilità all'indirizzo:</span><span class="fs11lh2"> </span><span class="fs11lh2 cf1"><a href="www.jiscs.it/scuola" target="_blank" class="imCssLink">www.jiscs.it/scuola</a></span></div></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><br></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><br></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><a role="button" href="mailto:info@cto-torino.it?subject=Prenotazione%20Visita&amp;body=Nome:%0ACognome:%0AN.%20Tel:%0A%0ABuongiorno,%0AGradirei%20essere%20contatta%20per%20avere%20informazioni%20in%20merito%20alle%20visite%20del%20Dr.%20Gandino%20e%20fissare%20un%20appuntamento." class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.jiscs.it/corsi/images/Banner-Blog.jpg"  width="960" height="168" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 15 Jan 2020 08:53:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Perché non devi fidarti della sola EBM in medicina manuale?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Erik E. Gandino]]></author>
			<category domain="https://www.jiscs.it/corsi/blog/index.php?category=Generico"><![CDATA[Generico]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000013"><div data-line-height="2" class="lh2"><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><div data-line-height="2" class="lh2"><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="ff1">Cos’è la Medicina Basata sull’evidenza? E quel sistema di valutazione e trattamento che sottostà al rigore scientifico della verificabilità e della riproducibilità. Quindi perché non dovresti fidarti? Lasciando perdere gli scandali degli articoli pubblicati a pagamento con revisioni false che sono stati evidenziati poco tempo fa; solo per fare volume di pubblicazioni. Lasciando anche stare che il metodo scientifico si basa su presupposti già in partenza non riverificabili, come la riproducibilità di un evento, il quale non può avvenire in natura, se non in termini statistici e non di realtà oggettiva. Quindi già questo fa vacillare tutto il nostro metodo scientifico e tutto ciò che su di esso si basa; potremmo dire così: “E’ il metodo migliore cha abbiamo ma ancora anni luce lontano dalla interpretazione di tutta la realtà”. Uno dei veri problemi della EBM e mi soffermerò su pochi, poiché il post sarebbe eterno; ma voglio evidenziare i principali punti sui quali riflettere. Infatti il “99%” della EBM in medicina manuale è sbagliata o mal fatta. </span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.jiscs.it/corsi/images/counterstrain-EBM.png"  width="553" height="315" /><span class="ff1"><br></span></div><div data-line-height="2" class="lh2"><span class="ff1"><br></span></div><div data-line-height="2" class="lh2"><span class="ff1">La EBM infatti nella maggior parte delle volte </span><span class="fs11lh2"><b>paragona la tecnica A con la B</b></span> <span class="ff1">per una sintomatologia, oppure prende anche solo una delle due tecniche per sintomatologia e non per una patologia; facciamo un esempio pratico: Tecnica A e B a confronto per la cervicalgia. Beh non vuol dire nulla, poiché una cervicalgia può avere mille cause per esempio: muscolare, articolare, nervoso-irritativa, flogistica, faccettale, periostale, etc… Magari la tecnica A è perfetta per la faccettala ma non per la muscolare, dove magari invece spicca la tecnica B. Quindi prima di leggere le conclusioni di uno studio EBM come fanno i di più; devi leggere l’introduzione. Capire quanti paletti sono stati messi, più i parametri sono stretti meglio è stato fatto lo studio, ma più esiguo sarà il numero di pazienti. Altra cosa fondamentale da guardare è </span><span class="fs11lh2"><b>chi ha fatto lo studio</b></span><span class="ff1">? Che competenza ha in quella materia? Troppo spesso si vedono medici che firmano uno studio che parla bene di una metodica e dopo un mese firmano un altro studio che denigra la stessa metodica che hanno avvallato un mese prima. Sono molte le cose che non si conoscono dietro una corretta interpretazione della EBM; ecco perché vi consiglio di utilizzare la valutazione pratica sul paziente e di valutare se quella metodica ha comunque degli studi di EBM ed Abstracts pubblicati, che sicuramente sono da prendere in considerazione; ma con tutti gli accorgimenti del caso. Però sarà sempre la pratica che ti farà capire; una tecnica che ti funziona subito con risultato pressoché immediato e duraturo è a prova di qualsiasi EBM. Beh tali tecniche esistono, una di queste è lo Strain Counterstrain, guarda gli innumerevoli </span><span class="ff1">video</span><span class="ff1"> sul nostro sito e sulla nostra pagina youtube: </span><span class="ff1"><span class="cf1"><a href="www.youtube.com/user/JonesCounterstrain" target="_blank" class="imCssLink">www.youtube.com/user/JonesCounterstrain</a></span></span><span class="ff1"> per renderti conto con i tuoi occhi dell’efficacia del metodo; oltre che le oltre 50 </span><span class="ff1">pubblicazioni</span><span class="ff1"> che abbiamo nonostante consideriamo EBM uno spicchio marginale della realtà medica.</span></div></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTACenter"><img class="image-3" src="https://www.jiscs.it/corsi/images/Counterstrain1-EBM.png"  width="436" height="302" /><span class="fs11lh2"><br></span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTACenter"><br></div></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTACenter"><span class="fs11lh2">Vieni a scoprire l’affascinante <b><i>mondo del Counterstrain</i></b> e tutte le sue applicabilità all'indirizzo: <a href="www.jiscs.it/scuola" target="_blank" class="imCssLink">www.jiscs.it/scuola</a></span></div></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2"><br></span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><div data-line-height="2" class="lh2 imTACenter"><span class="fs11lh2"><a role="button" href="mailto:info@cto-torino.it?subject=Prenotazione%20Visita&amp;body=Nome:%0ACognome:%0AN.%20Tel:%0A%0ABuongiorno,%0AGradirei%20essere%20contatta%20per%20avere%20informazioni%20in%20merito%20alle%20visite%20del%20Dr.%20Gandino%20e%20fissare%20un%20appuntamento." class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.jiscs.it/corsi/images/Banner-Blog_2dngltol.jpg"  width="969" height="170" /></a></span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 17 Dec 2019 08:08:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Scopri i 7 vantaggi principali per un paziente trattato con lo Strain Counterstrain (SCS)]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Erik E. Gandino]]></author>
			<category domain="https://www.jiscs.it/corsi/blog/index.php?category=Generico"><![CDATA[Generico]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000012"><div data-line-height="2" class="lh2"><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><div data-line-height="2" class="lh2"><span class="fs11lh2">In America il termine fisioterapista scritto Physiotherapist si abbrevia con (P.T.) che nella mente dei pazienti è spesso associato a “Pain &amp; Terror” ossia: “vado con terrore a farmi fare male”. Questo perché molto spesso i pazienti vengono traumatizzati con i trattamenti di medicina manuale sia osteopatica che fisioterapica. &nbsp;Quali sono gli immensi vantaggi di un trattamento Strain-Counterstrain per il paziente?</span></div><div data-line-height="2" class="lh2"><span class="fs11lh2"><br></span></div><div data-line-height="2" class="lh2"><span class="fs11lh2"><span class="imUl">In primis</span> il trattamento è completamente atraumatico ed indolore per il paziente, il quale viene solo posto in posizioni specifiche, sempre antalgiche e mantenuto in queste posizioni per 90 secondi; tempo neurologico di reset sistemico.</span></div><div data-line-height="2" class="lh2"><span class="fs11lh2"><br></span></div><div data-line-height="2" class="lh2"><span class="fs11lh2"><span class="imUl">Secondo</span>, i risultati sono pressoché immediati, infatti già alla fine della prima seduta oltre 80% delle volte il paziente riscontra un sensibile miglioramento, se non una risoluzione immediata dell'algia che lo affliggeva anche da mesi o anni. Ciò rende il trattamento immediatamente oggettivo per l’operatore; il quale nel tempo, sviluppa sempre più confidenza con quel determinato problema associato a quel determinato trattamento di Counterstrain.</span></div><div data-line-height="2" class="lh2"><span class="fs11lh2"><br></span></div><div data-line-height="2" class="lh2"><span class="fs11lh2"><span class="imUl">Terzo</span>, il trattamento è rapidissimo, non solo perché l'esecuzione della Tecnica è di soli 90 secondi, ma anche perché in un trattamento raramente si fanno più di 10 punti. Pertanto un trattamento arriva a coprire massimo una ventina di minuti, poiché dopo tale tempo, quasi sempre il sistema nervoso soprattutto nelle prime sedute si potrebbe saturare e quindi non portare ad ulteriori benefici. Quindi: rapido, sia come trattamento sul paziente sia come reale spesa di tempo da dedicare ad ogni singola seduta. Considerando anche che, la sovrapposizione di altre tecniche subito dopo o appena prima del trattamento Counterstrain sono generalmente sconsigliate se non si ha padronanza con la metodica Counterstrain stessa.</span></div><div data-line-height="2" class="lh2"><span class="fs11lh2"><br></span></div><div data-line-height="2" class="lh2"><span class="fs11lh2"><span class="imUl">Quarto</span> è uno strumento diagnostico accuratissimo. Vista la rapidità di risposta e l’oggettività della tecnica, il paziente quando si recasse eventualmente da altri specialisti, sarà in grado di dimostrare loro con i suoi miglioramenti e magari coadiuvato con apposita relazione dell’operatore che lo ha trattato, qual era il vero problema che lo affliggeva.</span></div><div data-line-height="2" class="lh2"><span class="fs11lh2"><br></span></div><div data-line-height="2" class="lh2"><span class="fs11lh2"><span class="imUl">Quinta</span>, è l'unica vera metodica che crea un ribilanciamento neurologico globale, poiché qui si neuro modula marcatamente il sistema nervoso in modo profondo e tangibile; creando una risposta globale con coinvolgimento anche del sistema neuro-endocrino-immunologico.</span></div><div data-line-height="2" class="lh2"><span class="fs11lh2"><br></span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTACenter"><span class="fs11lh2"><img class="image-1" src="https://www.jiscs.it/corsi/images/scs_qvvys7g1.png"  width="505" height="371" /><br></span></div><div data-line-height="2" class="lh2"><span class="fs11lh2"><br></span></div><div data-line-height="2" class="lh2"><span class="fs11lh2"><span class="imUl">Sesta</span>, se ben eseguita la tecnica non ha controindicazioni alcuna e le uniche controindicazioni sono ben spiegate al corso ma sono di raro riscontro clinico.</span></div><div data-line-height="2" class="lh2"><span class="fs11lh2"><br></span></div><div data-line-height="2" class="lh2"><span class="fs11lh2"><span class="imUl">Settima</span>, nel tempo il clinico saprà come impostare un protocollo di esercizi specifici per quel dato problema e per quel dato paziente; ed impostare quindi un set di esercizi neurologici di mantenimento del corretto funzionamento neurologico; esercizi diversi dai classici di messa in postura, i quali &nbsp;forzano sempre il sistema nervoso ma non lo modulano; mentre gli esercizi neurologici del Counterstrain permettono di resettare il sistema e mantenere la funzione neurologica periferica sempre in condizioni ottimali. Esercizi che si possono associare o meno ad altri di allungamenti o di potenziamento.</span></div><div data-line-height="2" class="lh2"><span class="fs11lh2"><br></span></div><div data-line-height="2" class="lh2"><span class="fs11lh2">Vi sono innumerevoli altri vantaggi per il paziente e per l’operatore: come la creazione di un protocollo di esercizi mirati per quel determinato paziente in base alle sue disfunzioni neurologiche; il ripristino dell’aspetto propriocettivo posturale alterato dagli aggiustamenti di compenso creati dal corpo durante il periodo di dolore/disfunzione; nessuna o poca fatica per l’operatore a fine giornata e molte altre che si possono approfondire alla pagina: www.jiscs.it/corsi/la-tecnica.htm</span></div><div data-line-height="2" class="lh2"><span class="fs11lh2"><br></span></div></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTACenter"><span class="fs11lh2">Vieni a scoprire l’affascinante <b><i>mondo del Counterstrain</i></b> e tutte le sue applicabilità all'indirizzo: <a href="www.jiscs.it/scuola" target="_blank" class="imCssLink">www.jiscs.it/scuola</a></span></div></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2"><br></span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><div data-line-height="2" class="lh2 imTACenter"><span class="fs11lh2"><a role="button" href="mailto:info@cto-torino.it?subject=Prenotazione%20Visita&amp;body=Nome:%0ACognome:%0AN.%20Tel:%0A%0ABuongiorno,%0AGradirei%20essere%20contatta%20per%20avere%20informazioni%20in%20merito%20alle%20visite%20del%20Dr.%20Gandino%20e%20fissare%20un%20appuntamento." class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.jiscs.it/corsi/images/Banner-Blog_2dngltol.jpg"  width="969" height="170" /></a></span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 03 Dec 2019 08:08:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il vecchio Andrew T. Still padre dell’osteopatia si sbagliava di grosso e sai perché?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Erik E. Gandino]]></author>
			<category domain="https://www.jiscs.it/corsi/blog/index.php?category=Generico"><![CDATA[Generico]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000E"><div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify">Pochi sanno che Il 4 Marzo 1894 lo Stato del Missouri, che all’epoca riconosceva come unico tipo di cura il trattamento offerto dai laureati in medicina, offrì alla scuola di Still la licenza per poter conferire ai propri studenti il titolo di medico <b>(M.D.)</b>; poiché essi seguivano gli stessi studi medici come gli altri, anche se con un approccio diverso. Still invece decise di conferire un diploma nuovo, chiamandolo: <i>Diplomate of Osteopathy</i> <b>(D.O.)</b>, perché non voleva che la gente fosse confusa nella decisione di cura scelta e poiché reputava il suo corso di studi più utile per i pazienti rispetto al corso classico di Medicina. </div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs11lh2">Still morì nel 1917 ed i suoi studenti avevano un percorso di formazione sempre molto vicino agli studi classici del medico (MD); però rimanevano separati per la gestione olistica del paziente e per la non integrazione di sostanze dannose. Still diceva: </span><i class="fs11lh2">“Nell’osteopatia c’è tanto posto quanto serve per l’osteopatia, nel momento che qualcosa di nuovo vi entra, un pezzo dell’osteopatia deve uscire”.</i><span class="fs11lh2"> Negli anni però i due cammini si intrecciarono sempre di più, infatti dopo la 2° guerra mondiale agli Osteopati americani venne conferita piena licenza medico-chirurgica, pur mantenendo il titolo (D.O.) essi sono medici (M.D.) a tutti gli effetti. Possono fare qualsiasi formazione specialistica post laurea, prescrivere farmaci ed eseguire operazioni chirurgiche di qualsiasi complessità. Da un lato questo è un bene per l’ampliamento di applicazione terapeutiche, ma dall’altro come diceva il vecchio Still, pezzi dell’osteopatia classica tendono ad andarsene, ed il rischio è proprio nella ipersettorializzazione e nella perdita di visione olistica d’insieme. Quindi il suo pugno duro che l’osteopatia dovesse rimanere disciplina separata si è pian piano andato disgregando ed il futuro di una osteopatia diversa dal titolo MD non si è mantenuto come Still credeva.</span><br></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><br></div> &nbsp;<div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify">C’è però una metodica che possiede come le altre, una scientificità medica al 100% ma più di qualsiasi altra valuta e tratta il paziente in modo olistico a 360°; come era e dovrebbe essere proprio di un osteopata moderno e del passato. Questa metodica a differenze delle altre è applicabile su tutti i sistemi del corpo. In quanto dialoga esattamente con il sistema nervoso, il quale sistema controlla tutti gli altri sistemi e distretti. Questa metodica è lo Strain Counterstain; unico approccio osteopatico completo che permette di trattare dai problemi muscolo-scheletrici a quelli viscerali, craniali, vascolari etc… neuromodulando il Sistema Nervoso in ogni regione corporea. </div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><br></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTACenter">Vieni a scoprire l’affascinante <b class="fs11lh2"><i>mondo del Counterstrain</i></b> e tutte le sue applicabilità all'indirizzo: <a href="www.jiscs.it/scuola" target="_blank" class="imCssLink">www.jiscs.it/scuola</a></div></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><br></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><div><a role="button" href="mailto:info@cto-torino.it?subject=Prenotazione%20Visita&amp;body=Nome:%0ACognome:%0AN.%20Tel:%0A%0ABuongiorno,%0AGradirei%20essere%20contatta%20per%20avere%20informazioni%20in%20merito%20alle%20visite%20del%20Dr.%20Gandino%20e%20fissare%20un%20appuntamento." class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.jiscs.it/corsi/images/Banner-Blog_2dngltol.jpg"  width="969" height="170" /></a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 22 Oct 2019 07:08:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Per ignoranza ti hanno sempre mentito sulla medicina manuale! ]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Erik E. Gandino]]></author>
			<category domain="https://www.jiscs.it/corsi/blog/index.php?category=Generico"><![CDATA[Generico]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000C"><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs12lh2">E sì… siamo portati a pensare che il corpo è talmente complesso che non si può utilizzare uno stimolo per tutto. D’altronde, anche in medicina si insegna che se hai una infezione batterica devi usare un antibiotico e non un antivirale, se hai una infiammazione devi usare un antinfiammatorio e non un antiaggregante. Quindi per ogni sistema del corpo devi imparare delle tecniche di medicina manuale opportune per quel sistema. Se ad esempio hai una disfunzione articolare, probabilmente una tecnica articolare diretta come il “Thrust” potrebbe essere indicata, se hai un problema muscolare però essa non funzionerà, allora meglio la “Muscle Energy” in questo caso. Sei hai una disfunzione craniale vera la ME ed il <i>Thrust</i> però non funzionano e devo usare le tecniche Cranio Sacrali. Se il mio problema è al sistema linfatico dove utilizzare delle tecniche linfatiche e così via. Tutto questo è vero, però… però manca un ragionamento fondamentale di fondo; infatti si considerano sempre i vari sistemi come disgiunti e disfunzionabili singolarmente, ma questo non avviene nel corpo umano, non è mai avvenuto e non può avvenire in un corpo dotato di sistema nervoso sin dall’origine dei tempi. Infatti qualsiasi problema affligge il sistema nervoso afferenziale per rendere il Sistema Nervoso Centrale (SN) cosciente del problema, ed esso tramite vie efferenziali agisce come meglio crede/può su quel distretto; ad esempio contraendo vari muscoli per bloccare o stabilizzare la parte, vaso costringe o dilata il segmento vascolare, tende o detende le fasce e così via. Quindi dove sta l’ignoranza?</span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs12lh2"><br></span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.jiscs.it/corsi/images/SCS.png"  width="536" height="480" /><span class="fs12lh2"><br></span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs12lh2"><br></span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs12lh2">Sta nel fatto che prima di qualsiasi intervento manuale e non solo, bisogna rendersi conto dell’integrità del sistema nervoso afferenziale ed efferenziale. Se esso è perturbato bisogna prima neuro modularlo e solo successivamente eventualmente agire con una tecnica specifica per quel dato sistema, ma dico eventualmente, poiché è quiche avviene la magia del copro umano. Se noi siamo in grado di neuro modulare correttamente il Sistema Nervoso, allora il corpo tende già ad attuare tutti quei meccanismi antinfiammatori e riparativi che sono in lui innati. Infatti l’errore neurologico avviene nelle prime fasi del problema per stabilizzare e rispondere tempestivamente all’insulto; ma se poi non si riacquista il suo normale stato di conduzione neurologica e spesso non avviene, diventa esso stesso la causa del problema. Infatti mentendo protratta la tensione la zona tende ad ischemizzare e peggiorare la contrattura, ridurre il range di movimento, portare a degenerazione tissutale e cosi via i un loop negativo. Ora per tua fortuna esiste una metodica di medicina manuale americana che ha oltre 60 anni di storia ed evidenza clinica immediate; una metodica che è in grado di resettare il SN periferico e centrale, così da ristabilire il normale funzionamento del corpo. Ma dopo sono ancora necessarie le altre tecniche mono sistema ti starai domandando? Beh il più delle volte non servono più, poiché il corpo è uscito dal loop negativo ed allora riesce a fare ciò per cui è programmato meglio, ossia: ripararsi. Se uno vuole utilizzarle potrebbe comunque, ma con le giuste tempistiche per non sovraccaricare il sistema. Vuoi imparare come fare a ristabilire la corretta funzionalità neurologica che sostiene tutti i sistemi del corpo? Iscriviti ad uno dei nostri corsi o workshop ed approfondisci la metodica sul nostro sito. <a href="https://www.jiscs.it/corsi/workshop.html" target="_blank" class="imCssLink">https://www.jiscs.it/corsi/workshop.html</a></span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><br></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><a role="button" href="mailto:info@cto-torino.it?subject=Prenotazione%20Visita&amp;body=Nome:%0ACognome:%0AN.%20Tel:%0A%0ABuongiorno,%0AGradirei%20essere%20contatta%20per%20avere%20informazioni%20in%20merito%20alle%20visite%20del%20Dr.%20Gandino%20e%20fissare%20un%20appuntamento." class="imCssLink inline-block"><img class="image-1" src="https://www.jiscs.it/corsi/images/Banner-Blog.jpg"  width="960" height="168" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 24 Sep 2019 07:53:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Lo sai qual è l’unico titolo Osteopatico valido?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Erik E. Gandino]]></author>
			<category domain="https://www.jiscs.it/corsi/blog/index.php?category=Generico"><![CDATA[Generico]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000009"><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><span class="fs12lh2">Forse non lo sai, ma nessun titolo europeo è valido. L’osteopatia Europea infatti è un surrogato della vera osteopatia, la quale nasce negli Stati Uniti d’America a fine 1800. Fu nel 1911 che un osteopata di nome Littlejohn fece ritorno in Europa sua madre patria e li fondò la prima scuola osteopatica europea che però seguiva ancora i cardini americani, ossia era solo per medici chirurghi. Fu negli anni successivi che le tecniche furono insegnate un po’ a tutti: da fisioterapisti a massaggiatori e così via; si cerco di correre ai ripari tardi, creando comunque istituti non medici, ma ormai la frittata era fatta. In America infatti l’osteopatia Europa non è considerata osteopatia; poiché li è una disciplina medica al 100% e gli osteopati sono medici che decidono di specializzarsi nelle conoscenze di medicina manuale per modulare il sistema nervoso ed immunitario: prima, dopo, durante, al posto, insieme a possibili altri trattamenti, siano essi: farmacologici, conservativi, riabilitativi o chirurgici. Quindi il vero osteopata è un medico; mentre in Europa no! Quindi nessun titolo europeo è realmente un titolo osteopatica vero. Però vi è un titolo osteopatico europeo che in America viene considerato come esperto in metodologia osteopatica, ed è lo Strain Counterstrain insegnato dall’unico istituto riconosciuto, poiché fondatore del metodo. L’istituto Jones Institute Europe. Essa è la sede europea dell’istituto Americano Jones Institute; infatti la Jones forma medici e fisioterapisti nella vera ed originale tecnica Osteopatica Americana Strain Counterstrain. Alla fine del percorso, chi supera l’esame europeo è abilitato in base al suo titolo di studio a lavorare sui pazienti negli Stati Uniti con la metodica Strain Counterstrain in tutti i 50 stati. Poiché in USA senza una specializzazione riconosciuti non si può lavorare liberamente sui pazienti. Ora lo sai! Smettila di rincorrere falsi miti e formati anche tu alla Jones Institute Osteopathic School ed ottieni una vera certificazione Americana. <a href="https://www.jiscs.it/scuola/" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://www.jiscs.it/scuola/', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">https://www.jiscs.it/scuola/</a></span></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTAJustify"><br></div><div data-line-height="2" class="lh2 imTACenter"><a role="button" href="mailto:info@cto-torino.it?subject=Prenotazione%20visita&amp;body=Nome:%0ACognome:%0AN.%20Tel:%0A%0ABuongiorno,%0AGradirei%20essere%20contatta%20per%20avere%20informazioni%20in%20merito%20alle%20visite%20del%20Dr.%20Gandino%20e%20fissare%20un%20appuntamento." class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.jiscs.it/corsi/images/Banner-Blog.jpg"  width="960" height="168" /></a><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 10 Sep 2019 10:47:00 GMT</pubDate>
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